L’epidemia blocca anche la pesca «Anticipate il fermo biologico»

14 Marzo 2020

L’associazione degli armatori ha annunciato lo stop di tutte le attività e chiesto alla Regione  di spostare dal 17 agosto la data dello stop forzato: «Dobbiamo tutelare la sicurezza degli equipaggi»

PESCARA. Il coronavirus ferma anche la pesca. L'associazione degli armatori di Pescara ha annunciato il blocco totale delle attività. La decisione è scaturita dopo una riunione che ha visto la marineria pescarese prendere la dolorosa scelta all'unanimità. Si fa sentire così un altro effetto della emergenza scatenata dal Covid -19. Una decisione maturata per tutelare la sicurezza e la salute degli operatori marittimi, ma anche a causa della quasi inesistente richiesta da parte del mercato.
«Non ci sono le condizioni economiche per lavorare, dal momento che non c'è la minima richiesta di pescato», afferma il presidente degli armatori pescaresi, Francesco Scordella. «Al tempo stesso risulterebbero impraticabili, a bordo delle imbarcazioni, le disposizioni del Governo volte a garantire la sicurezza degli equipaggi».
Pescara conta su una flotta di 55 barche per la pesca a strascico e circa 20 vongolare. «Sulle barche non ci sono gli spazi necessari al rispetto delle norme di sicurezza per la gestione dell'emergenza», ribadisce Massimo Camplone, vice presidente degli armatori pescaresi.
«Non possiamo rischiare di mettere a repentaglio la nostra salute e quella dei cittadini. Inoltre», aggiunge Camplone, «in questi giorni hanno interrotto le loro attività anche grandi commercianti di Pescara e i mercati generali di Roma, che rappresentano i nostri migliori acquirenti». La marineria ha avanzato alla capitaneria di porto e alla Regione Abruzzo la richiesta di anticipare il fermo biologico, che al largo delle coste abruzzesi è in programma dal 17 agosto al 15 settembre, per sostituire lo stop forzato di questi giorni. L'assessore regionale alla Pesca Emanuele Imprudente ha dato la disponibilità a farsi portatore della richiesta presso il ministero competente. Nessuna polemica chiarisce Scordella e anzi «massimo sostegno agli operatori sanitari che in queste ore sono in prima linea», ma rimarca «occorrono provvedimenti urgenti a tutela del settore».
Richiesta avanzata già nei giorni scorsi da Paola D'Angelo di Fedagripesca. «Bisogna sostenere l'intero settore ittico, quindi pesca e acquacoltura», commenta «includendo tutte le imprese, non solo lo strascico. Questo perché si rischia che le categorie non interessate al fermo vengano escluse dalle misure di sostegno».
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