L’esperto di ricorsi: c’è poco da contestare

L’avvocato Monti: «Il codice prevede che le mani siano sullo sterzo. Poche speranze di vincere le cause»
PESCARA. C’è poco da fare se si viene beccati alla guida con il telefonino. Anzi, è meglio che ci si arrenda a pagare subito, prima che passati i cinque giorni la multa lieviti da 112, a 161 euro. C’è poco da fare perché è proprio difficile contestare una circostanza evidente in partenza.
Quasi nessuna speranza di vincere un eventuale ricorso. Lo dice l’avvocato Andrea Monti. Lo stesso che in passato aveva sollevato il problema della legittimità dell’uso delle riprese perle multe per divieto di sosta dei vigili e che adesso dice chiaramente: «Con il telefonino c’è poco da contestare».
E spiega perché. «Il codice della strada prevede che le mani devono essere sullo sterzo. Non si deve assumere una condizione di guida che renda meno controllabile il veicolo. Vale anche se ci si pettina con una mano e con l’altro si guida. In più, il telefonino costringe ad abbassare lo sguardo per rispondere. Due elementi che se rilevati dai vigili non lasciano margine per un ricorso. A meno di non formulare una querela di falso, dicendo che la polizia municipale ha dichiarato il falso. Ma va dimostrato. È una dichiarazione molto pesante. Oppure se si dispone in auto delle “dashcam”, le telecamere interne che riprendono la strada, la posizione del veicolo e che consentono di avere una registrazione di quello che è successo. Ecco, ci si potrebbe opporre se nel verbale della polizia municipale ci sono delle incongruità tra i fatti e le registrazioni. Oppure se ci sono dei vizi formali, come la mancata contestazione, ad esempio».
Neanche dimostrare che si sia trattato di una chiamata di emergenza può esimere l’automobilista beccato al telefono dal pagare la multa. «Perché anche di fronte a una chiamata di emergenza», sottolinea l’avvocato, «vale la regola che non si può parlare al telefonino. Ci si accosta, si inseriscono le quattro frecce e si risponde. E se poi ci si ferma in una zona dove non è consentito, allora va dimostrata l’urgenza di cui effettivamente c’è traccia nel telefonino». Quanto ai controlli della polizia municipale in borghese, l’avvocato spiega: «Va verificato caso per caso se la polizia municipale è autorizzata. Dipende dai singoli regolamenti comunali». (s.d.l.)
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