L’esperto: spegnere subito i focolai Un’indagine pilota su 650 studenti

5 Settembre 2020

PESCARA. Il vaccino antinfluenzale per rinforzare «il sistema di immunità innata» e assicurarsi una maggiore protezione contro il SarsCov2. L’emigrazione di ritorno dal Canada, e prima ancora da...

PESCARA. Il vaccino antinfluenzale per rinforzare «il sistema di immunità innata» e assicurarsi una maggiore protezione contro il SarsCov2.
L’emigrazione di ritorno dal Canada, e prima ancora da Sardegna, Croazia, Malta, Grecia, sta riaccendendo focolai in tutta la regione, ma i campanelli d’allarme suonano maggiormente nell’Aquilano, al contrario di quanto accadeva da marzo in poi sulla costa pescarese flagellata dai contagi a inizio emergenza.
E, a breve, partirà una indagine pilota nelle scuole abruzzesi, con il coinvolgimento di 650 studenti (su 45mila) tra i 3 e i 18 anni sui quali saranno eseguiti tamponi orofaringei e indagini sulle feci alla ricerca del virus che potrebbe presentarsi anche dopo la negativizzazione del tampone.
È impegnato su più fronti nella battaglia contro il coronavirus, il professor Paolo Fazii, dirigente di Virologia clinica all’ospedale di Pescara, che in un’intervista al Centro esamina a tutto campo l’andamento dei contagi e annuncia un monitoraggio anti Covid nelle scuole di ogni ordine e grado.
Ieri, secondo i dati resi noti dall’assessorato regionale alla Sanità, si è toccato quota 25 casi di contagio, riguardanti persone fino a 84 anni, tra cui un bambino di 1 anno.
La provincia che conta più casi positivi è quella dell’Aquila (più 20).
Professor Fazii, attualmente la provincia messa maggiormente sotto scacco dal virus è quella aquilana, al contrario di quanto avveniva all’inizio dell’emergenza quando erano in sofferenza Pescara e la costa. Perché sta succedendo?
«È ipotizzabile, anche stando alle informazioni raccolte attraverso persone che vivono nella zona, che l’emigrazione di ritorno dal Nord ma soprattutto dall’estero, Canada, Venezuela, abbia una sua influenza in questa situazione. Negli ambienti paesani c’è l’abitudine a vivere la convivenza fra diversi nuclei familiari come se si fosse un’unica famiglia. E plausibile che questa stretta convivenza tra le persone possa essere all’origine dell’aumento di casi. Ci sono situazioni importanti nell’Aquilano e nella Valle Peligna, vedi per esempio Bugnara o Lucoli».
Ci sono focolai che vanno spenti. Come?
«Dobbiamo comportarci come se ci trovassimo di fronte a un bosco che sta per incendiarsi. Dobbiamo cercare di arrivare rapidamente con inchieste epidemiologiche e tamponi a un maggior numero di portatori sani, asintomatici, per riuscire a superare la fase critica in queste zone».
Tra gli ultimi contagiati c’è anche un bimbo di un anno. È preoccupante?
«L’età media dei contagi in Italia è di 29 anni, dunque si è notevolmente abbassata rispetto al passato. Certamente il caso di un bimbo di 1 anno, abbassa di molto la media. Ma queste fasce di età restano in ogni caso più protette in maniera specifica perché i piccoli sono vaccinati».
A tal proposito, è in arrivo la stagione influenzale che si incrocerà con l’emergenza Covid. Dobbiamo avere paura di questa contingenza che creerà confusione tra le varie influenze?
«Il passaggio importante è vaccinarsi perché intanto non andiamo a ingolfare il pronto soccorso con i mali di stagione. Poi, più siamo e meglio è, adolescenti, adulti e obbligatoriamente anziani e operatori sanitari. Un vaccino antinfluenzale può andare a influire positivamente, a rinforzare quel sistema di immunità innata che ci difende nei confronti dell’estraneo, che in questo caso potrebbe essere il Sars. Non è una panacea, ma la vaccinazione potrebbe servire ad assicurarsi una maggiore protezione contro il SarsCov2. Per quanto riguarda le scuole, consigliamo ai docenti di usare i dispositivi di sicurezza e lavarsi le mani. A breve inizieremo un monitoraggio pilota che coinvolgerà 650 studenti che sottoporremo a tamponi e indagini sulle feci perché il virus potrebbe presentarsi anche dopo la negativizzazione del test».
Nelle altre aree della regione qual è la situazione?
«Nel Pescarese la situazione non è critica. Pescara per ora è sotto controllo. All’aeroporto d’Abruzzo facciamo diverse centinaia di tamponi al giorno, a persone provenienti da Grecia, Croazia e Bucarest. Ci sono stati nei giorni scorsi casi di ritorno dalla Sardegna, molti cacciatori italiani sono tornati positivi da Paesi esteri. I voli da Malta sono stati più contenuti».