L’esperto: una donna su 3 può ammalarsi di tumore

5 Maggio 2022

Il professor Mariani Costantini: controlli e prevenzione possono salvare la vita In un anno 182mila nuovi casi in Italia, i più diffusi (55mila) colpiscono il seno 

Una donna su tre, nel corso della sua vita, riceverà una diagnosi di tumore. La prevenzione, in tal senso, è fondamentale in quanto test valutativi e una diagnosi precoce consentono con più facilità un epilogo risolutivo della malattia.
Il professor Renato Mariani Costantini, professore di patologia generale all'Università D'annunzio di Chieti - Pescara, ha condotto, grazie all'Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc), studi specifici sui rapporti tra agenti infettivi e cancro e sul ruolo degli ormoni nell'incidenza del cancro. «Le donne sono particolarmente esposte ad alcuni tumori per la struttura fisica che conferisce loro delle fragilità», afferma il professor Mariani Costantini, «bisogna farsi controllare regolarmente perché il tumore si può presentare in qualsiasi momento».
DONNE E CANCRO. Lo scorso anno, in Italia, ci sono stati 182.000 nuovi casi di tumore tra le donne. I più frequenti sono il cancro della mammella (55.000), il 30,3% di tutte le diagnosi, colon-retto (20.200) con l'11,2% delle diagnosi, polmone (13.300), tiroide (9.800), utero (8.300), pancreas (7.400), melanoma (6.700), linfoma non-Hodgkin (6.100), stomaco (6.100) e ovaio (5.100).
«Oggi in Italia la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è arrivata al 65% e ci sono quasi 2 milioni di donne che hanno superato un cancro grazie ai progressi della ricerca e all’alto livello dell’assistenza oncologica», evidenzia Mariani Costantini, «nelle donne tendono a presentarsi di più i tumori legati direttamente ai tessuti specifici del sesso femminile come la mammella, l'apparato riproduttivo, l'ovaio, l'utero e la cervice uterina, quest'ultimo legato al virus del papilloma», rileva Mariani Costantini «per cui è importantissima la prevenzione tramite la vaccinazione. Il cancro alla mammella resta uno dei tumori più comuni nel sesso femminile, insidiato dal cancro del polmone nelle donne fumatrici, in quanto il fumo è un fattore predisponente e importante».
Ma anche la condizione ormonale può favorire l'insorgenza dei tumori nella donna oltre alla costituzione corporea. «La regolazione estrogenica è importante nel metabolismo dei lipidi, che è implicato nella cancerogenesi», afferma, «non a caso un tumore femminile, dove per ragioni di studio venga trapiantato in un animale a scopo di sperimentazione, deve essere impiantato in un animale di sesso femminile».
TUMORE DELL'OVAIO. Il cancro dell’ovaio rappresenta il 3% circa di tutti i tumori maligni nella popolazione femminile ed è il decimo per frequenza. In circa l’80% per cento dei casi la malattia è scoperta quando è già in fase avanzata, perché questo tumore non dà sintomi specifici e la diagnosi è spesso difficile e tardiva.
I risultati di un recente studio sostenuto da Fondazione Airc, pubblicati sulla rivista Cancer Research, dimostrano che alcuni tumori ovarici presentano alti livelli di due proteine che regolano l’attività dei mitocondri, la centrale energetica delle cellule. Tale peculiarità sembra renderli sensibili a una nuova classe di farmaci.
I dati, ottenuti dal gruppo di ricerca coordinato da Raffaella Giavazzi presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs, sono importanti per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per questo tipo di tumore che ancora, oggi, è tra i più difficili da curare.
FATTORI DI RISCHIO. L’adozione di comportamenti salutari potrebbe prevenire circa il 30-40% dei nuovi casi di tumore. Il fattore di rischio più importante è il fumo, a cui sono riconducibili almeno 17 diversi tipi di neoplasie oltre al carcinoma polmonare che, nell’85-90% dei casi, è provocato proprio da questa abitudine nociva. Anche l’obesità determina maggiori probabilità di sviluppare un cancro.
La dieta, oltre ad aiutare contro l’eccesso di peso, ha un ruolo fondamentale nella prevenzione dei tumori. Tre neoplasie su dieci sono, infatti ,causate da un’alimentazione poco varia e non equilibrata. Infine, va evitata la sedentarietà. «Un’attività fisica regolare può diminuire il rischio di sviluppare un tumore del 7% circa rispetto a chi non si muove», evidenzia il professor Mariani Costantini, «l’esercizio, inoltre, riduce fino al 30% il rischio di recidive e migliora la qualità di vita delle pazienti».
RUOLO DEGLI ORMONI. «In età avanzata, soprattutto in quella post-pausale, i fattori di rischio ormonali possono essere importanti nell'insorgenza del tumore, soprattutto per utero, endometrio e mammella», spiega Mariani Costantini, «gli altri elementi di rischio sono l'obesità, i lipidi, gli zuccheri, la vita sedentaria, il fumo e una costellazione di altri fattori intesi non come causali ma predisponenti sui quali possiamo agire. Poi ci sono quelli di natura genetica».
Cosa si può fare per prevenire? «Non dobbiamo avere paura del cancro. Dobbiamo essere coscienti che i tumori sono comuni nella popolazione e che le donne sono particolarmente esposte per la particolare struttura fisica. L'imperativo è farsi controllare regolarmente e valutare i fattori di rischio ereditario. L'importante è non arrivare troppo tardi», avverte Mariano Costantini che, grazie all'Airc, sta portando avanti un progetto di ricerca sulla struttura genetica di un nuovo virus erpetico volta a dimostrare che questo virus causa il tumore appropriandosi del programma di rigenerazione degli organelli neuroendocrini. «Riteniamo che colpendo l'interazione tra virus e tessuto neoplastico», conclude, «potremmo prevenire e curare il paraganglioma, un tumore che insorge dai paragangli surrenalici. Senza l'Airc non avrei fatto ricerca sul cancro».