L’estate pescarese? Mini eventi in parchi piazze e parcheggi

12 Maggio 2020

L’organizzatore delle Notti dello shopping svela i progetti «Da 50 a 100 spettatori, tutti seduti e con la mascherina»

PESCARA. Un’estate senza grandi eventi, impossibili da gestire con il Covid ancora in circolazione, ma senza rinunciare a tante micro manifestazioni spalmate nei quartieri, nelle piazze e nei parchi per rispondere alla legittima aspettativa di svago della popolazione e al tempo stesso per salvaguardare la salute pubblica con regole precise e ingressi contingentati.
La proposta è di Marco Di Pietro, da tutti conosciuto come “Sburzo”, organizzatore e direttore artistico di molte manifestazioni di punta delle scorse stagioni come la Notte bianca dell’Adriatico, Pescara nei parchi, le Notti dello shopping e il festival I wanna be americano. Convinto che Comune e Regione abbiano il dovere di non fermare la cultura e gli spettacoli, bensì di provvedere ad adattarne il format in linea con i nuovi protocolli di sicurezza, Di Pietro snocciolerà la sua idea di “busker festival diffuso” durante una diretta streaming con il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini che avrà luogo nei prossimi giorni.
Qual è il suo progetto?
«Gli eventi non si possono non fare, sarebbe pericolosissimo per gli assembramenti. Con i locali chiusi e senza forme di intrattenimento, infatti, tutta la popolazione andrebbe a riversarsi a briglia sciolta tra il lungomare e le strade del passeggio. Regolare il flusso diventerebbe incontrollabile e si creerebbero innumerevoli occasioni di contagio. Non si potrà lasciare tutto al buonsenso della popolazione né pensare che sarà il mare ad assorbire la domanda di tempo libero delle persone che saranno in giro. Gli eventi estivi vanno riadattati con una cabina di regia chiara, in modo da garantire un afflusso di pubblico ridotto e il rispetto del distanziamento sociale e delle misure di sicurezza. Lo scenario non è improbabile o visionario, ma è molto realista.
Che cosa propone per salvare l’estate pescarese?
«Mi rivolgo a Comune, Regione e anche al Governo. Nei prossimi giorni, sono stato invitato a partecipare a una conferenza online con il ministro Franceschini in rappresentanza degli operatori abruzzesi, esporrò alcune linee guida che sto predisponendo in questi giorni per rimettere in moto l’intero comparto».
Di che si tratta?
«Al posto dei grandi concerti di un tempo da ventimila spettatori allo stadio o a piazza Salotto, bisogna iniziare a ragionare su piccoli eventi e micro eventi da distribuire in parchi, piazzette e quartieri. Tante iniziative da 50 a 100 spettatori, a seconda dello spazio disponibile, in molteplici aree nello stesso momento, in modo da spalmare le persone in maniera controllata, come una sorta di busker festival, cioè un festival di strada diffuso sull’intero territorio comunale. Un po’ come avvenuto con la Notte bianca dell’Adriatico, ma con le iniziative concentrate nella città nel suo insieme anziché sul solo lungomare. Bisogna ripensare la natura delle manifestazioni e tornare a far vivere i quartieri per tutta l’estate, invogliando i residenti a non spostarsi. Nei paesi della provincia, invece, bisognerà spostare le sagre dal centro abitato a spazi ampi come campi sportivi, piazze o parcheggi i cui ingressi sono più semplici da controllare».
Con quali misure di sicurezza?
«Tutti gli spazi dovranno essere delimitati con colonnine e transenne e dotati di dispenser con gel disinfettante per le mani all’ingresso. Dovrà essere obbligatorio indossare la mascherina e controllare la temperatura tramite termoscanner e termometri a raggi infrarossi. Si potrà assistere alle iniziative solo seduti, fino al numero massimo di capienza con conseguente turnazione (uno esce-uno entra), oppure con tavoli e sedie distanziati di due metri. Gli organizzatori dovranno avere l’obbligo di sanificare sedie e tavoli dopo ogni uso e ci saranno gli steward per controllare ingressi e uscite, necessariamente differenti. Non si dovranno registrare file all’entrata degli spazi adibiti all’evento e al loro interno e le eventuali ordinazioni di bevande e alimenti avverranno solo ed esclusivamente con servizio e consumazione al proprio tavolo».
E per i concerti in piazza?
«I concerti medi nelle piazze più grandi si possono organizzare in sicurezza con sedute distanziate di almeno due metri e personale per il controllo. Penso al Pescara Jazz nel centro città, in piazza Salotto: tutto si può riadattare, anche con il coronavirus, d’altronde lo abbiamo già fatto adeguandoci alla legge Gabrielli per l’antiterrorismo».