L’ex alunna regala un murales

8 Marzo 2019

La scuola Berardinucci in festa per l’opera della writer Piera Mattioli 

MONTESILVANO. Si intitola “Un mare di amore” e rappresenta un inno alla convivenza pacifica, al gioco e alla lotta contro il bullismo. È il nuovo murales che da ieri impreziosisce i muri della scuola Berardinucci di via Lazio, un’opera di street art donata alla sua città da Peraconlai, all’anagrafe Piera Mattioli, 28enne montesilvanese, padre chietino e madre argentina, designer di servizi e writer e laurea al Politecnico di Milano, che da bambina è stata alunna in quella scuola.
L’opera è stata inaugurata ieri mattina dall’artista, dal sindaco Francesco Maragno e dal presidente della Commissione cultura e promotore del progetto Montesilvano Street Art Alessandro Pompei, alla presenza del consigliere Pietro Gabriele, del dirigente scolastico Roberto Chiavaroli e dei tanti studenti che hanno scelto il nome del murales. «Ho sempre amato disegnare e da tempo sognavo di realizzare dei murales», racconta Piera Mattioli. «Lo scorso anno ero in Argentina, dove ho vissuto negli ultimi anni lavorando in un’azienda, e ho deciso di prendermi un periodo di 5 mesi per viaggiare in Sud America, lavorando in cambio di vitto e alloggio. In Perù sono arrivata in un ristorante sul mare e mi hanno chiesto di pitturare una parete. Inizialmente ero titubante, poi mi hanno convinto e mi è piaciuto tantissimo. Da lì ne ho fatti altri due in Colombia, prima di tornare nella mia città, dove erano state realizzate altre opere. Così, grazie al consigliere e amico di famiglia Pietro Gabriele, sono entrata in contatto con l’amministrazione e, insieme al sindaco e ad Alessandro Pompei abbiamo scelto questa parete e il tema del gioco, dell’integrazione e della lotta al bullismo». Il disegno rappresenta delle lettere animate che giocano tra loro escludendo la “r”, che piange. In suo soccorso arriva una “e”, manovrata come una marionetta da un bambino, grazie alla quale si compone la parola amore, utilizzando anche lettere straniere. Terminato il murales, l’artista partirà per Amsterdam, dove lavorerà come designer di servizi. In valigia, uno smartphone per seguire i suoi illustratori e muralisti preferiti, come Jean Jullien, Nina Cosford e Agostino Iacurci, e due sogni: continuare a viaggiare realizzando pareti in tutto il mondo e tornare in Colombia, nella Comuna 13 di Medellin, una favelas riqualificata a colpi di street art, per realizzare un’opera sua. (a.l.)