L’ex sindaco Alessandrini vince la sua causa contro il Comune

13 Settembre 2024

L’Ente non gli aveva riconosciuto i versamenti alla Cassa forense durante la sua amministrazione Dopo le richieste e la proposta di conciliazione, arriva l’ingiunzione del Tribunale per 14mila euro  

PESCARA. L’ex sindaco di Pescara, l’avvocato Marco Alessandrini, costretto a citare in giudizio il suo stesso Comune che ha guidato per cinque anni, dal giugno del 2014 allo stesso mese del 2019, per vedersi riconosciute le somme che l’Ente avrebbe dovuto versare alla Cassa forense durante il suo mandato.
Una richiesta che l’ex primo cittadino aveva più volte reiterato al Comune, invitandolo anche a una procedura deflattiva: a una conciliazione proprio per evitare il ricorso al tribunale del lavoro. Ma nessuno ha mai accolto questo invito, trincerandosi dietro delle vecchie sentenze, oggi superate, che il ricorrente aveva peraltro evidenziato agli organi comunali. E così Alessandrini, assistito dal collega Giuseppe Cannati, è stato costretto a depositare, lo scorso agosto, il ricorso per chiedere un decreto ingiuntivo che mettesse fine a questo contenzioso. Il motivo del contendere è presto detto. In base al testo unico degli enti locali, questi ultimi sono tenuti a versare una parte degli “oneri assistenziali, previdenziali e assicurativi” relativi all’attività di lavoro autonomo o professionale che i Sindaci svolgevano prima del mandato e/o che abbiano continuato a svolgere durante la carica. Un obbligo che il Comune avrebbe completamente disatteso fidando su un orientamento negativo espresso in sede consultiva dalla Corte dei Conti, poi superato già dal 2023. Nel rendere edotto il Comune di questo cambiamento giurisprudenziale, Alessandrini aveva formalmente invitato l’Ente ad aderire alla procedura di negoziazione per chiudere la questione bonariamente. Peraltro, su questo stesso argomento si era espresso il tribunale di Pescara in relazione a una identica situazione che riguardava un professionista eletto in Provincia: sentenza riconosciuta anche dalla Corte d’Appello dell'Aquila, i cui principi hanno trovato ulteriore riscontro in almeno due pronunce della Corte di Cassazione (agosto 2023 e luglio 2024), anche e soprattutto in relazione alla contestazione sollevata dal Comune circa la interruzione dell’attività forense nel corso del mandato. E anche la Corte dei Conti si era espressa in senso favorevole al ricorrente. E quindi ben avrebbe fatto l’Ente ad accogliere la richiesta dell’ex sindaco o quantomeno ad aderire alla conciliazione. Ma così non è stato. E ad oggi non ci sono residui versamenti da effettuarsi alla Cassa forense per gli anni del mandato da sindaco, in quanto Alessandrini ha sanato la posizione, anticipando i soldi dovuti dal Comune. Quindi adesso il Comune dovrebbe imborsare al ricorrente le quote a suo carico stabilite dalla normativa. Ma visto che questo passaggio tecnico non è stato mai adempiuto dall’Ente, ecco arrivare la richiesta di decreto ingiuntivo presentata e accolta dal giudice del lavoro, Valeria Battista. Lunedì scorso, il giudice ha ingiunto al Comune di pagare ad Alessandrini la somma di 14mila euro oltre le spese di circa 700 euro. E adesso al Comune non resterà che pagare il dovuto entro 40 giorni dalla notifica dell’atto, oppure opporsi al decreto ingiuntivo. Se non dovesse esserci opposizione, entro 40 giorni il decreto diventerà esecutivo.