«L’hanno ammazzato di nuovo»

Vittoria Ventrella: siamo sotto shock. Chi crede più nella giustizia?
PESCARA. «La giustizia ha ammazzato mio marito per la seconda volta». Così Vittoria Ventrella, 56 anni, vedova di Salvatore Russo, commenta la sentenza dei giudici del tribunale di Pescara che condannano a sedici anni di reclusione Roberto Mucciante, il vicino di casa della vittima uccisa con 38 coltellate il 25 aprile 2018 nello scantinato dell’abitazione di via Pian delle Mele dove entrambi vivevano.
È «arrabbiata» Vittoria. È «furiosa» la figlia Maria, riunite in casa con gli altri figli, Antonella, Michele, Annarita, i nipoti Andrea e Antonio, il genero Germano, la mamma Michelina, tutti provati da un dolore senza fine. «Ricorreremo in Appello» annunciano le donne di casa Russo, «ma a questo punto chi ci crede più nella giustizia?» urlano con tutta la rabbia che hanno in corpo, «abbiamo aspettato un anno per ascoltare una sentenza che condanna a 16 anni, neppure 20 anni, figuriamoci un ergastolo come avremmo voluto, un uomo che ha ucciso con ferocia, solo per uno sguardo di troppo, anzi senza una ragione, un padre e un marito meraviglioso. Siamo tutti sotto shock, in tribunale lo guardavamo in faccia. Cosa proviamo? Tantissima rabbia. Perché tra qualche anno l’assassino di Salvatore uscirà per buona condotta, va a finire sempre così. Uscirà dal carcere e tornerà a casa, nell’appartamento di sotto e noi lo incontreremo tutti i giorni».
La figlia di Salvatore, Maria: «Cosa dirò al mio bambino quando incrocerà lo sguardo dell’uomo che ha ucciso il nonno, che per questo non ha mai potuto conoscere?».
Roberto Mucciante, 53 anni, reo confesso, quel giorno si scagliò come una furia su Russo che si trovava nel garage, accanto alle cantine, della palazzina dove sul pavimento e sulle scale per mesi sono rimaste visibili le tracce del sangue della vittima, un muratore sessantenne. Mucciante colpì Russo con 38 fendenti. «Mio marito», dice Vittoria in lacrime, «è stato assassinato senza motivo. Non esiste perdono. Volevo giustizia, non ho ottenuto neppure quella. Me l’hanno ucciso un’altra volta».
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