«L’impianto è anche dell’atletica» D’Agostino contesta il progetto

6 Luglio 2020

PESCARA. Non è solo il vincolo storico-architettonico ad animare dubbi e discussioni sul destino dello stadio Adriatico Cornacchia. Si aggiunge anche la preoccupazione del mondo dell’atletica leggera,...

PESCARA. Non è solo il vincolo storico-architettonico ad animare dubbi e discussioni sul destino dello stadio Adriatico Cornacchia. Si aggiunge anche la preoccupazione del mondo dell’atletica leggera, uno degli sport più ricchi di storia della città, come dimostra lo stadio intitolato a uno dei suoi grandi personaggi, Giovanni Cornacchia, seguito da altri campioni come Daniele Fontecchio e Giovanni De Benedictis (quest’ultimo medagliato alle olimpiadi di Barcellona 1992 nella marcia), e altri 45 atleti che hanno vestito la maglia azzurra.
A farsi portavoce dell’inquietudine dell’atletica leggera pescarese è Augusto D’Agostino, attuale presidente dell’U.S. Aterno Pescara, la principale società abruzzese per numero di tesserati e tra le più antiche d’Italia, fondata nel 1944. D’Agostino, classe 1937, commissario tecnico, prima delle nazionali giovanili di atletica, per oltre venti anni, e poi della nazionale maggiore femminile, dal 2001 al 2004, è anche la memoria storica dello stadio pescarese, avendone vissuto la nascita.
A fronte delle promesse sulla costruzione di una nuova pista di atletica in eventuale sostituzione di quella dell’Adriatico Cornacchia, la preoccupazione dell’atletica pescarese, che conta oltre 500 tesserati compresi quelli delle altre tre società che usufruiscono dell’impianto oltre all’Aterno Pescara, è che la nuova soluzione non sia all’altezza. «Il progetto di uno stadio dedicato esclusivamente al calcio farebbe sparire una pista gloriosa e, soprattutto, di grande importanza per le centinaia di atleti che la utilizzano ogni giorno, tra i quali ve ne sono alcuni di livello nazionale», sottolinea D’Agostino. «La promessa di una nuova pista di atletica, senza rendersi conto delle tante esigenze tecniche che richiederebbe in base agli standard che fornisce attualmente lo stadio Adriatico Cornacchia, mi sembra un’offesa per il nostro mondo. Ricordo», continua D’Agostino, «che oltre a ospitare i quotidiani allenamenti dei nostri atleti e varie gare regionali e nazionali, due anni fa questo stadio ha ospitato i campionati italiani assoluti di atletica, ripresi in diretta da Rai Sport con 12 ore di trasmissione. Per non parlare delle numerose manifestazioni internazionali, ultima i Giochi del Mediterraneo, e dei grandi campioni mondiali che hanno gareggiato su questa pista. Questo stadio è tra i più apprezzati in Italia per lo svolgimento di gare di atletica leggera, secondo solo allo stadio Olimpico di Roma come capacità di ospitare grandi eventi». D’Agostino si lascia andare anche a un ricordo storico: «Ho visto nascere questo stadio da giovane, come un gioiello donato dal Coni al Comune di Pescara, che ora vorrebbe stravolgerlo. Capisco le esigenze del calcio, mala sua prepotenza non può essere un diritto legittimato dal sindaco, che si renderebbe responsabile della scomparsa di uno sport di alto valore educativo, che coinvolge centinaia di tesserati e di famiglie. Mi chiedo come si possa affrontare il problema di una struttura che ha fondamenta sotto il livello del mare: durante la costruzione nel 1955, i lavori si dovettero fermare per 8 mesi per questo».
Roberto Ragonese
©RIPRODUZIONE RISERVATA .