L’incendio alla media Michetti è doloso

Nella scuola chiusa per lavori e data alle fiamme sono state trovate tracce degli autori del gesto. Distrutto l’archivio
FRANCAVILLA AL MARE. Un atto vandalico, una bravata fatta per il semplice gusto di danneggiare qualcosa. Sembrano queste le cause dell'incendio divampato domenica notte nella scuola media Michetti di Francavilla.
La matrice è certamente dolosa, riscontrata anche all'esito del sopralluogo dei carabinieri dopo l'intervento dei vigili del fuoco di Chieti. Niente di più semplice: appiccare il fuoco a una marea di carte, quelle dell'archivio della scuola cantierata. Secondo la riscostruzione degli intervenuti sul posto, almeno in due sono entrati nell'edificio, forzando una porta laterale, e una volta all'interno si sono scatenati lasciando anche impronte di scarpe sul pavimento che darebbero la conferma della presenza di più persone. Ieri mattina è stato eseguito un nuovo sopralluogo alla luce del giorno per la conta dei danni, limitati solo in relazione al fatto che in questo periodo in quella struttura non ci sono studenti. Porte rotte, estintori liberati e spruzzati nell'aria, infine l'incendio. Se infatti nella scuola non c’è al momento materiale scolastico a causa dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, è pur vero che nella stanza dell'archivio c’era comunque una grande mole di documenti storici ora evidentemente andati persi. Proprio lì i vandali hanno deciso di colpire, tanto che all'esterno era visibile solo una colonna di fumo levarsi dal secondo piano dell'edificio.
Ed è quello che hanno visto un paio di passanti sul viale, che subito hanno avvisato i vigili del fuoco di Chieti, arrivati in pochi minuti. Oltre a questi danni i responsabili, presumibilmente giovani, hanno lasciato qualche brutto segno sul muro, come a firmare quel gesto. I carabinieri sembra siano già sulla buona strada per individuare i responsabili del grave episodio e sembra che una telecamera installata nei pressi della scuola accanto, l'elementare d'Annunzio, possa aver ripreso qualche immagine utile alle indagini.
Sul posto la sera dell'incendio è corsa anche la preside dell'istituto comprensivo, Daniela Bianco, neo nominata dirigente scolastico. Già in passato la scuola era stata presa di mira dai vandali, e quasi sempre si è trattato di giovanissimi all'opera.
Oggi la preside fa un appello accorato a studenti, famiglie e istituzioni: «L' esuberanza giovanile che invita a intemperanze, più o meno dannose, ci può anche stare», dice. «Ma la devastazione, la distruzione, è profonda immaturità umana e civile, è massacro dei valori e del buon costume. E allora no, non ci sta. Se ognuno ascoltasse la parte buona di sé, se ognuno pensasse allo sbigottimento dei propri genitori, se ognuno distruggesse la propria di casa come si sentirebbe? Un eroe o un animale? La nostra società ha bisogno di uomini. Pertanto mi appello a Enti, associazioni, politici, forze dell'ordine che vogliano istituire una rete di azione unita in un “patto di solidarietà” per prevenire e ascoltare il grido di dolore dei cosiddetti vandali e andare incontro agli eroi senza medaglia. Nel mio rammarico c'è tenacia e volontà di agire ed accogliere chi ha bisogno».
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