L’incendio appiccato per un avvertimento La polizia: chi sa parli

3 Giugno 2015

Escluso l’incidente, gli investigatori stanno sentendo i residenti. I rom proprietari dei motorini: nessun problema

PESCARA. Non è partito da solo, per cause accidentali, l’incendio che l’altra notte è divampato nell’androne della palazzina al civico 22 di via Trigno, mettendo a rischio la vita di 20 famiglie fatte evacuare in tutta fretta da polizia e vigili del fuoco. Ne sono convinti gli investigatori della squadra Mobile diretti da Pierfrancesco Muriana che già la mattina dopo sono andati a sentire la gente del quartiere. Per capire se qualcuno avesse visto o sentito qualcosa, ma soprattutto per raccogliere eventuali confidenze. L’ipotesi investigativa ritenuta più verosimile è infatti quella di un messaggio, di un avvertimento che l’autore, o gli autori, del rogo avevano intenzione di dare a qualcuno che abita nella palazzina, se non direttamente ai proprietari dei cinque motorini a cui è stato appiccato il fuoco. Si tratta di una famiglia rom, la stessa salvata con la piramide umana dai poliziotti della Volante, che sin dall’inizio non ha avuto problemi a dichiarare il possesso di quei mezzi andati distrutti, Anzi, ascoltati dalla Mobile, i proprietari dei motorini presi di mira, che pure gestiscono un bar nella zona, si sono detti tranquilli, sottolineando di non aver avuto problemi con nessuno.

Il fatto però resta, ed è grave. Di certo, chi ha appiccato il fuoco ai motorini, pare con una ventina di litri di benzina, non aveva calcolato il disastro che ne è seguito, con le fiamme arrivate fino al secondo piano del palazzo e il salvataggio di emergenza degli inquilini in preda al panico, tra il fumo irrespirabile, i vetri che scoppiavano, il buio e il fuoco che rendeva difficile anche uscire dal portone.

«Stiamo aspettando che qualcuno ci dica qualcosa», rimarca il capo della Mobile, «nel quartiere sicuramente c’è qualcuno che sa perché è stato appiccato l’incendio». (s.d.l.)

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