L’incidenza in Abruzzo ora è la più alta in Italia

13 Maggio 2023

Più contagi e vittime: l’Iss ci colloca in cima alla lista delle regioni  

PESCARA. «L’incidenza più alta è stata riportata nella regione Abruzzo (60,4 casi per 100.000 abitanti) e la più bassa in Sicilia (10,1 casi per 100.000 abitanti)»
Lo scrive l’Istituto Superiore di Sanità che ha pubblicato ieri il primo bollettino della fase 3, quella definita post pandemica. Ma nella nostra regione è ancora presto per dire che il Covid è finito.
IL NUOVO BOLLETTINO.
Lo ha diffuso ieri l’assessorato regionale alla Sanità. E balzano subito agli occhi gli aumenti di contagi, reinfezioni, decessi e indice di positività, rispetto alla settimana precedente. Sono infatti 920, di cui 379 reinfezioni, i nuovi casi positivi al Covid registrati tra il 6 e il 12 maggio in Abruzzo, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 659.207 (di cui 39.528 reinfezioni).
Una settimana prima c’erano invece 901 nuovi contagiati e 293 reinfezioni. Anche il bilancio dei pazienti deceduti cresce e registra quattro nuovi casi (di età compresa tra 72 e 89 anni) e porta a 3.964 il totale dei morti da quando la pandemia ha preso il via. Anche in questo caso il confronto è sfavorevole perché era una sola la vittima segnalata sette giorni prima. E sale di oltre due punti l’indice di positività che da 10,24% passa a 12,96%.
E non è certamente un buon segnale, che peraltro mette in evidenza una falla nel sistema di difesa abruzzese per via del numero dei tamponi molecolari e dei test antigenici eseguiti che si assottiglia sempre di più.
GUARITI E RICOVERI.
Nel totale dei casi positivi sono compresi anche 651.844 dimessi/guariti: + 911 rispetto a venerdì della scorsa settimana quando però si sono registrati 921 pazienti usciti fuori dall’infezione. Anche gli attualmente positivi aumentano: 3.399 (+5 rispetto a venerdì scorso).
Di questi, 72 pazienti (-15 rispetto a venerdì 5 maggio) sono ricoverati in ospedale in area medica; 2 (-2 rispetto) in terapia intensiva, mentre i restanti malati di Covid sono in isolamento domiciliare.
Infine, nell’ultima settimana sono stati eseguiti 1.669 tamponi molecolari (2.607.511 dall’inizio dell’emergenza) e 5.429 test antigenici (4.884.251). Mentre nei sette giorni precedenti i test molecolari sono stati 1.885 e glii antigenici 6.909.
LE PROVINCE E LE CITTà
Del totale dei casi positivi dall’inizio della pandemia, 133.921 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+160 rispetto a venerdì 5 maggio), 189.759 in provincia di Chieti (+ 313), 157.732 in provincia di Pescara (+ 375), 156.197 in provincia di Teramo (+ 158), 13.403 fuori regione e 8.195 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Le dieci città con più casi settimanali, escluse le reinfezioni, sono Pescara 58, Chieti 53, L'Aquila 31, Teramo 29, Città Sant'Angelo 20, Montesilvano 20, Lanciano 15, Vasto 14, Spoltore 11 e infine Guardiagrele 10.
L’ANALISI DELL’ISS.
Noi siamo in cima alla lista nera mentre il resto d’Italia si sta lasciando alle spalle i ricordi terribili della pandemia. È l’Istituto superiore di Sanità che, riferendosi alla situazione globale, infatti scrive: «L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è in diminuzione rispetto alla settimana precedente e sotto la soglia epidemica».
Vale per tutti, ma non per l’Abruzzo che va oltre anche queste ultime due frasi del bollettino della fase 3: «La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale per 100.000 abitanti è la +90 anni con un’incidenza di 59 casi per 100.000 abitanti». E ancora: «I tassi di ospedalizzazione e mortalità aumentano con l’età, e i tassi più alti di ricovero in terapia intensiva si trovano nella fascia 70-89 anni».
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