L’indice Rt sale a 1,12 Troppi nuovi focolai

16 Gennaio 2021

E dopo Natale impennata di casi: ecco i motivi del cambio di fascia

PESCARA. Indice Rt, cioè il tasso di riproduzione netto della malattia, che sale a 1,12, a fronte di una soglia di rischio pari a 1, numero di casi in crescita e focolai in aumento. Il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, relativo al periodo tra il 4 e il 10 gennaio, certifica il peggioramento della situazione abruzzese e sancisce il passaggio in fascia arancione. Un’ulteriore conferma arriva dal confronto dei dati assoluti tra la settimana dall’8 a ieri e la precedente: nei sette giorni successivi alle festività natalizie i contagi sono aumentati del 36%. I nuovi casi del giorno, invece, sono 240. I decessi tornano a scendere rispetto alla media degli ultimi giorni: sono due le vittime recenti.
DECESSI IN CALO. Il bilancio dei morti sale a quota 1.311. Del totale, 828, cioè il 63,16%, sono relativi alla seconda ondata. I due decessi segnalati nel bollettino della Regione riguardano una 76enne di Celano e un 77enne di Pescara. Le vittime erano state 9 giovedì e altrettante mercoledì. Il dato di due morti è uno dei più bassi degli ultimi due mesi.
NUOVI CASI. Sono 240 i nuovi casi accertati con i test delle ultime ore. Sono emersi dall’analisi di 3.254 tamponi: è risultato positivo il 7,38% dei campioni (giovedì 6,08%). Dei nuovi positivi il più giovane è un bimbo di sei mesi della provincia di Pescara e il più anziano è una 90enne del Teramano. Quelli con meno di 19 anni sono 42: undici in provincia dell’Aquila, 23 in provincia di Pescara, due in provincia di Chieti e sei in provincia di Teramo. La località con più nuovi casi è Pescara: ben 50 i contagi recenti. Seguono Montesilvano (20), Teramo (15), Spoltore (11) e Avezzano (10).
IL CASO PIZZOFERRATO. Situazione allarmante a Pizzoferrato - paese rimasto “Covid free” per nove mesi - dove, da Natale in poi, si è generato un imponente focolaio, con oltre 70 contagi tra i circa mille residenti. La vicenda è diventata un caso nazionale e ieri è finita su Rai 1, a “La vita in diretta”, che ha intervistato il sindaco, Palmerino Fagnilli. La particolarità è che, all’origine del focolaio, ci sarebbe la tradizione dell’uccisione del maiale, che nei paesi rappresenta un momento di festa, cui partecipano anche persone esterne al nucleo familiare.
L’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, nel sottolineare che l’Abruzzo finirà in zona arancione per l’indice Rt e per l’aumento dei focolai, mentre «gli altri parametri sono buoni», afferma che ci sono «eventi, considerati belli e importanti per la nostra tradizione, che però rappresentano occasioni di aggregazione. In questo momento vanno assolutamente evitati», dice, «perché fanno aumentare in modo esponenziale i contagi». Il grosso dei casi di Pizzoferrato, tra l’altro, è emerso nell’ultima settimana, che non viene presa in considerazione nel monitoraggio di ieri: la vicenda potrebbe quindi far ulteriormente salire i dati abruzzesi nel report di venerdì prossimo.
IL CONFRONTO SETTIMANALE. Conferma il peggioramento della situazione il confronto settimanale dei dati. Negli ultimi sette giorni sono stati accertati 1.796 casi, con un tasso di positività medio del 7,6%.
Il dato sui contagi è in aumento del 36,6% rispetto al periodo 1-8 gennaio (1.315). In riduzione i decessi, che passano da 56 a 37, e i ricoveri. Si arresta, però, la discesa degli attualmente positivi, che dall’8 al 15 gennaio tornano a salire (+155). A livello territoriale, l’incremento più consistente si registra nel Chietino (+590), seguito dal Pescarese (+483). Poi ci sono il Teramano (+368) e l’Aquilano (+327).
RICOVERI. Gli attualmente positivi, nelle ultime ore, sono 67 in più e salgono a quota 11.247. In particolare, 443 pazienti (-10) sono ricoverati in terapia non intensiva e 41 (+1, con 4 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 10.763 (+76) sono in isolamento domiciliare. Tra gli elementi più allarmanti del monitoraggio di Iss e ministero non ci sono i ricoveri: il tasso di occupazione dei posti letto è del 20% per le terapie intensive e del 32% per l’area medica, a fronte di soglie di allarme rispettivamente del 30 e del 40. Le criticità riguardano, invece, l’indice Rt, in rapido aumento, così come il numero dei casi e dei focolai. Nel complesso la regione ha una classificazione definita «moderata ad alto rischio di progressione a rischio alto».
VACCINI. Intanto prosegue la campagna vaccinale: salgono a 18.161, in base all’aggiornamento del tardo pomeriggio, le dosi di vaccino somministrate in Abruzzo. Sono pari al 70,4% delle 25.810 dosi consegnate da Pfizer alle quattro Asl. La percentuale colloca l’Abruzzo al sesto posto della classifica nazionale.