L’inferno di Christopher, 35 minuti per ucciderlo

Alle 16.46 entra nel parco con i suoi assassini, alle 17.21 tutti fuori tranne lui
PESCARA. Trentacinque minuti per uccidere, un’ora per dimenticare e andare al mare. E qui disfarsi del coltello da sub e farsi una foto sul lettino della Croce del sud per provare a raccontare a se stesso e al mondo che non è successo niente. Ma uno dei due presunti assassini di Christopher Thomas Luciani, il 17enne che domenica intorno alle 16,30 si fa accompagnare dagli amici alla stazione per recuperare i 250 euro che il ragazzo di Rosciano gli doveva per la droga, non fa i conti con la telecamera del palazzo a ridosso del parco Baden Powell, dove Christopher viene ucciso con 25 coltellate.
IL CAMBIO DI ABITI Quella telecamera ritrae uno dei due presunti assassini sia quando alle 16,46 si inoltra nella vegetazione con Christopher che indossa una felpa bianca e lui una maglietta nera e un cappello scuro, sia quando esce dalla vegetazione senza Christopher 35 minuti dopo, alle 17.21. E indossa, dopo essersi cambiato, come raccontano alcuni testimoni e come descrivono i pm nel decreto di fermo, «cappello scuro tipo baseball, bermuda scure e una canottiera nera con scritta bianca sulla parte frontale e sui fianchi e delle scarpe bianche». Lo stesso abbigliamento che un’ora dopo, alle 18.21, il ragazzo indossa nella foto scattata al mare e trovata sul telefonino dai poliziotti della Mobile che alle 6 di lunedì vanno a casa sua a sequestrarglielo con tutti i vestiti.
IL GRUPPO DELLA PANCHINA A confermare che si tratti di uno dei due presunti responsabili della morte di Christopher è un altro ragazzo del gruppo, uno di quelli che aspetta seduto sulla panchina all’ingresso del parco e poi ne esce per andare al mare con gli altri, dopo aver saputo, come ammette lui stesso, che Christopher era stato appena ammazzato. Un racconto, il suo, fatto nella notte tra domenica e lunedì in questura davanti ai pubblici ministeri del Tribunale dei minorenni, David Mancini e Angela D’Egidio, al dirigente della Volante Pierpaolo Varrasso e al vice capo della Mobile Mauro Sablone, senza tradire mai un’emozione. Lui come gli altri ascoltati negli stessi uffici. Nessuna lacrima, nessuna inflessione della voce, niente di niente quando dice, a proposito dei due presunti assassini: «Non ricordo le parole precise che hanno detto. Ci hanno fatto capire che è morto e che lo avevano accoltellato. Mi sembra abbiano detto che gli hanno dato una quindicina di coltellate».
IL TESTIMONE SCIOCCATO E nel sottolineare che il testimone oculare che per primo era uscito dalla vegetazione «molto scioccato» correndo a dirgli «è morto», e che no, «non ha accoltellato Christopher, lo desumo perché lo conosco», il ragazzino di 15 anni dice pure che uno del gruppo subito dopo si ferma ad acquistare del fumo al parco. «E poi», va avanti, «siamo andati al mare». Ed è sempre lui, dicendo che il presunto complice dell’assassino indossava un completo rosso, a fornire agli investigatori ulteriori riscontri rispetto alle immagini della telecamera e al racconto del testimone, secondo cui Christopher viene accoltellato prima dal 17enne e poi dall’amico che lo raggiunge e sferra altri fendenti.
LA SEQUENZA Ed eccola la sequenza ricostruita attraverso quei fotogrammi dai pm che hanno ordinato il fermo dei due studenti pescaresi. Alle 16,46 arrivano a piedi due ragazzi, uno di corporatura esile (bermuda blu e felpa con cappuccio bianco), l’altro molto più alto (t-shirt nera, bermuda scure, cappellino da baseball e scarpe da ginnastica bianche). Sono Christopher e il suo creditore armato di coltello, come lui stesso mostra agli amici prima di incamminarsi. Dopo aver percorso il viale del parco, i due si posizionano vicino a dei tronchi, davanti al campetto di calcio. Dopo poco altri cinque ragazzi vanno a sedersi sulla panchina all’ingresso del parco. Alle 16.48 uno dei cinque, che indossa una maglia di colore rosso, il presunto complice dunque, raggiunge Christopher e l’amico armato. Quindi torna dai ragazzi alla panchina e pochi minuti dopo, alle 16,54 raggiunge ancora i due. Per Christopher è l’inizio della fine: mentre il gruppo si ferma sul vialetto, il giovane con la maglietta nera armato di coltello gli mette il braccio sinistro sulla spalla e insieme si inoltrano nella vegetazione. C’è un momento in cui Christopher torna indietro, ma dopo pochi secondi rientra nella vegetazione con l’altro. Li seguono quattro ragazzi: il presunto complice, il testimone oculare e altri due che sono poi tra i primi ad andarsene. Da quel momento passano i minuti. Poi, prima il testimone e poco dopo il complice, ricompaiono al di là delle sterpaglie fino a quando alle 17,21 esce il giovane con il coltello e con la canotta al posto della maglietta. L’unico a non riuscire è Christopher, trascinato tra i rovi e lasciato lì esanime. Racconta poi il testimone agli investigatori: «Ricordo che Gianni (nome di fantasia ndr) si è cambiato, aveva un cambio dietro in uno zaino. Aveva una maglietta nera e poi si è messo una canottiera nera dello stesso colore».
LA DROGa e la pistola Il coltello, da quanto racconteranno gli altri ragazzi, Gianni lo mette nel calzino sporco di sangue di “quello con la maglietta rossa” e poi lo va a buttare dietro gli scogli al mare. Intorno alle 7 del giorno dopo, quando viene convocato in questura, un altro 15enne del gruppo racconta che dopo l’omicidio uno di loro si era comprato 10 euro di fumo, e che il testimone gli dice che Christopher era morto. Poi, dice, sono arrivati uno dopo l’altro gli altri due, i presunti assassini. E conclude: «Siamo andati in tranquillità al mare. Non abbiamo pensato a chiamare né polizia né ambulanza». E spunta la pistola: «Michele (nome di fantasia del figlio del carabiniere, presunto complice ndr) aveva una pistola. Me l’ha fatta vedere dopo che era finito tutto. Ce l’aveva in tasca. Mi ha detto che era scarica» E un altro dei ragazzi conferma: «Sì, Michele aveva una pistola. Credo che volesse impaurire questo ragazzo. Penso che Gianni e Michele si siano organizzati per questa cosa, per incontrare questo ragazzo».

