L’influenza stagionale non sfonda

Dopo una partenza record, Omicron ne ha bloccato la diffusione
PESCARA. Una partenza record a novembre, poi l’influenza stagionale non è riuscita a sfondare: due anni fa in questo periodo si viveva il picco, oggi invece la curva della diffusione dei malanni di stagione è già in calo.
Lo dice l’ultimo rapporto settimanale Influnet dell’Istituto superiore di sanità, secondo cui l’Abruzzo è tra le sei regioni in cui l’influenza è ancora epidemica – cioè oltre la soglia di 3,16 casi ogni mille persone – ma è imminente il suo ritorno in fascia di “livello basale”, cioè quella che solitamente è tipica dell’autunno e dell’inizio della primavera. L’Abruzzo ha infatti oggi un’incidenza di 3,38 casi ogni mille persone, in linea con il dato italiano che è al 3,20.
COLPA DI OMICRON
Le cause della mancata impennata dei casi sono probabilmente riconducibili alla diffusione della variante Omicron del coronavirus, per due motivi legati alla sua estrema contagiosità: da una parte ha soppiantato, oltre alla Delta, anche l’influenza stagionale, dall’altra ha costretto più di centomila persone solo in Abruzzo all’isolamento forzato a casa, frenando quindi la diffusione di altri virus. Poi c’è la mascherina, sempre obbligatoria al chiuso e fino a pochi giorni fa anche all’aperto, che ha protetto anche dall’influenza.
I BIMBI SONO I PIù COLPITI
I più colpiti dall’influenza stagionale sono comunque ancora i più piccoli. Nell’ultima settimana in Abruzzo l’incidenza dei casi (ogni mille persone) è stata di 10,25 per i bimbi tra 0 e 4 anni, di 5,71 per quelli tra i 5 e i 14 anni, di 2,85 per i cittadini tra i 15 e i 64 anni e di 0,91 per quelli con più di 65 anni. (l.t.)

