«L’integrazione inizia dalle donne»

Colangelo: attraverso le attività scolastiche e ludico ricreative si fa comunità
TRASACCO. Titti Colangelo è il comandante della Polizia locale di Trasacco. Il centro della Marsica conta 5.800 abitanti, tra i quali 583 stranieri, di cui circa 250 donne. Sono 280 gli extracomunitari ai quali è stata riconosciuta la cittadinanza italiana. I numeri indicati riguardano i dati ufficiali.
Comandante, come gestite la presenza di un numero così cospicuo di stranieri?
Noi abbiamo il territorio piuttosto sotto controllo perché tutti gli alloggi che si prestavano a una dimora clandestina, sono stati eliminati a monte: casupole sparse nel Fucino sono state abbattute o fatte chiudere dai proprietari. Hanno meno posti dove poter soggiornare. Molti invece sono ospitati dai connazionali.
Come vi regolate?
Noi individuiamo il tipo di alloggio e, tramite un sopralluogo della struttura pubblica, siamo in grado di sapere quante persone può contenere. Se il massimo è 4 persone non accettiamo dichiarazioni di ospitalità superiori a quel numero. In questo modo evitiamo che in un alloggio vi siano più persone di quelle che qell’alloggio può ospitare. Questa la procedura ufficiale.
Tutto liscio quindi?
Non direi perché esiste un fenomeno più in ombra, che riguarda le presenze di clandestini che soggiornano irregolarmente nel nostro territorio. Abbiamo contezza della loro esistenza, ma non sono censibili. .
Si può parlare di una presenza di extracomunitari globalizzata?
Sicuramente, ma il fenomeno della globalizzazione in realtà presenta diverse contraddizioni. Da un lato c’è l’accettazione del pluralismo etnico, religioso e ideologico. Ci si abitua al cambiamento, ma c’è ancora un certo grado di distanza culturale. Non sempre la globalizzazione va a braccetto con l’integrazione, ma non si può mai generalizzare. Molte famiglie straniere, infatti, sono perfettamente integrate perché sono aperte all’interazione. Per altre è più difficile una integrazione concreta perché siamo molto distanti culturalmente.
Come si può rimediare?
Una reale integrazione potrebbe iniziare proprio dalle donne e mamme dei bambini che frequentano gli istituti scolastici del posto, attraverso la loro partecipazione alla vita extrascolastica e alle attività ludico ricreative. Sono questi i contesti di scambi culturali dove si fanno conoscenze e si intrecciano relazioni di amicizia.

