l’intervento dell’ex primario

"Nessun uomo è un'Isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del Continente, ma parte della Terra. Se una Zolla viene portata dall'onda del Mare, l'Europa ne è diminuita ,come se un Promontorio...
"Nessun uomo è un'Isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del Continente, ma parte della Terra. Se una Zolla viene portata dall'onda del Mare, l'Europa ne è diminuita ,come se un Promontorio fosse Stato al suo posto, o una Magione amica o la tua stessa Casa. Ogni morte d'uomo mi diminuisce, perché Io partecipo dell'umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per Te”.
(John Donne 1573-1651).
Caro Francesco,
non avrei mai pensato di dedicarti un giorno i versi di questa poesia riportata come incipit da Ernest Hemingway nel suo celebre romanzo "Per chi suona la campana". Quando muore un uomo anche una parte di noi se ne va con lui. Se muore un uomo a cui siamo molto legati, se ne va una parte significativa di noi. Con lui se ne vanno ricordi, emozioni, affetti. Ho sempre immaginato che saresti stato, come si usa dire, il bastone della mia vecchiaia. Il collega "quasi figlio" che avrebbe accompagnato i miei inevitabili acciacchi della vecchiaia. A te, come sai, ero molto affezionato. Ti avevo scelto, circa quindici anni fa, per le tue non comuni doti professionali, per la tua disponibilità ad apprendere rapidamente le nuove tecnologie che avanzavano inarrestabili sulla strada della nostra professione di "idraulici" del corpo umano. Ed anche per la tua onestà intellettuale, per il tuo perenne ottimismo, per il sorriso sempre sulle labbra, per la battuta pronta a spegnere ogni tensione. Sei stato uno dei principali artefici della nascita del reparto di Chirurgia Vascolare a Chieti, sei stato per me il consigliere fidato nel momento del dubbio, lo squarcio di sereno nelle giornate più buie, il sostenitore inarrendevole nei momenti più difficili in sala operatoria. Il mio distacco da te e dal Reparto per pensionamento, dopo oltre quaranta anni di attività ininterrotta presso l'Ospedale di Chieti, è avvenuto bruscamente. Questo mi ha impedito di rimanerti accanto nel difficile momento del l'inizio delle tue responsabilità di Primario. Avrei voluto essere almeno per un po' "il vento sotto le tue ali" per aiutarti a spiccare il tuo primo volo da Primario. Qualcuno non ha voluto e questo è il mio più grande rammarico.Rimarrai sempre nel cuore non solo di chi ti ha voluto bene e ti ha amato ma anche di quelli che hanno avuto il privilegio di averti avuto accanto come collega nella dura vita quotidiana di medico e di chirurgo. Ti abbraccio per l'ultima volta.
*Ex primario di Chirurgia Vascolare, ospedale Santissima Annunziata di Chieti.

