«L’intervento si farà anche per merito mio»

L’ex sindaco Alessandrini: chi in passato mi accusava di uccidere la città oggi dovrebbe arrossire
PESCARA. «La sistemazione dell’area di risulta è da quarant’anni un miraggio, che la nostra amministrazione ha provato a trasformare in realtà, chiamandolo parco centrale, per realizzare in questi preziosi 11 ettari nel cuore della città un parco, uno snodo trasportistico all’altezza dell’area vasta con gli annessi parcheggi, il plesso culturale». Sono le parole pronunciate ieri dall’ex sindaco Marco Alessandrini dopo l’approvazione del progetto per la riqualificazione delle aree di risulta. L’ex primo cittadino ha espresso soddisfazione, perché il progetto, seppure con qualche proposta di modifica, è quello lasciato in eredità dalla sua amministrazione.
«Affinché queste idee trovino forma», ha detto Alessandrini, «sono indispensabili forme di partenariato virtuoso tra sistema pubblico e privato, non avendo il Comune, né ora e né mai, capacità finanziaria autonoma per realizzare un progetto completo per bonificare e riqualificare quel vuoto urbano. In ballo c’è anche la gestione della sosta, con relativa tariffazione nell’intero quadrilatero del centro e la realizzazione di una modesta quantità di costruito. L’operazione costa 57 milioni».
«Nella precedente vita», ha aggiunto, «la consiliatura si era conclusa con un rammarico, non aver avuto il tempo di portare all’ultimo passaggio in consiglio comunale la delibera per approvare la variante urbanistica. Il tempo era poco e c’era stata una feroce opposizione (“Alessandrini uccide Pescara” uno dei commenti più incoraggianti)». «Questo accadeva poco più di un anno fa», ha ricordato, «oggi in consiglio è stata votata la stessa delibera, identica nel contenuto e difforme solo nelle firme; sono previste ridotte modifiche, se fossero state sostanziali si sarebbe dovuto ricominciare da capo con una nuova variante. Volgendo lo sguardo all’indietro rivedo la claque organizzata in sala consiliare per inscenare la protesta e mi domando se oggi un po’ tutti coloro che si radunarono non arrossiscano di imbarazzo o della stessa indignazione che riservarono a noi. Preferisco però guardare avanti e mi piace pensare di aver dato un contributo positivo per lo sviluppo della nostra Pescara».
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