L’ipotesi di un palaeventi nei 2,5 ettari dell’ex Cofa

17 Luglio 2018

D’Alfonso rassicura i consiglieri: la Regione non vende l’area, la cede al Comune

PESCARA. Nel futuro dell’ex Cofa potrebbe esserci un palaeventi. Una struttura in grado di ospitare spettacoli e convegni di livello internazionale con un pubblico di centinaia di persone. È l’ipotesi avanzata ieri dal sindaco Marco Alessandrini, a margine di una consiglio comunale straordinario dedicato interamente all’argomento dell’ex Cofa. Tra gli ospiti, il presidente della Regione, nonché senatore, Luciano D’Alfonso, invitato dai consiglieri comunali del centrodestra a chiarire in aula il contenuto della delibera, approvata dalla giunta regionale il 4 giugno scorso, in cui sono indicati i beni dell’ente alienabili e tra questi l’ex Cofa. Presenti anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Pietro Smargiassi e il capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri.
D’Alfonso ha spiegato che l’amministrazione regionale non ha alcuna intenzione di vendere l’ex mercato ortofrutticolo della riviera sud. Si tratta, in realtà, di un piano di valorizzazione immobiliare e, tra l’altro, le procedure sono sospese. Ma il presidente ha detto anche altro ai consiglieri presenti. «La Regione», ha affermato, «darà in uso quell’area al Comune, un uso che assomiglia al perpetuo. C’è totale disponibilità sul destino che voi deciderete». «Però spicciatevi», ha aggiunto, «superate le divisioni tra centrodestra e centrosinistra. Vi dico trovatevi e stabilite voi la destinazione di quell’area». «Il passaggio di proprietà da parte della Regione al Comune», ha spiegato, «non è possibile, perché la Corte dei conti pretenderebbe una corresponsione». Il presidente ha poi ricordato gli sforzi compiuti per poter arrivare alla demolizione dei fabbricati abbandonati dell’ex Cofa. «Abbiamo speso solo 700mila euro per mettere in sicurezza quell’area che rappresentava una fonte di pericolo», ha fatto presente, «pericolo conclamato dal comando dei vigili del fuoco. Io per quella demolizione sono stato addirittura denunciato. Noi abbiamo tolto il destino del Novecento di quell’area, ora fatene ciò che ritenete più utile per la collettività».
Smargiassi, durante il suo intervento in aula, ha tuttavia espresso forti perplessità sulle vere intenzioni dell’amministrazione regionale. «La delibera di giunta», ha osservato, «indica che l’immobile può essere alienato». Dello stesso avviso è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa. «Sarebbe stato opportuno una maggiore chiarezza da parte del presidente della Regione», ha fatto presente, «io non ho capito che è successo con quella delibera. In qualunque caso, quell’area deve rimanere pubblica».
«La Regione», ha avvertito il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli, «deve stralciare l’ex Cofa dal Piano delle alienazioni e deve mantenere la proprietà pubblica di quel patrimonio dal valore inestimabile, mettendo l’area al riparo da qualunque potenziale attività speculativa privata».
Al riguardo, il centrodestra ha presentato un ordine del giorno, approvato dal consiglio comunale con qualche lieve modifica suggerita dal centrosinistra, con cui si invitano il sindaco e la sua giunta «a richiedere formalmente al presidente e alla giunta regionale la modifica parziale dei contenuti della delibera, cassando dall’allegato il complesso ex Cofa e privilegiando la scelta di mantenere la proprietà pubblica dell’area, possibilmente in capo al Comune di Pescara, ai fini della sua effettiva valorizzazione al riparo da ogni potenziale attività speculativa privata».
Ma, al momento, non ci sono progetti concreti per l’ex mercato ortofrutticolo. Ci sono solo proposte. Come quella del consigliere del gruppo misto Riccardo Padovano. «Nell’ex Cofa dovranno sorgere strutture ricettive», ha precisato, «ad esempio, ci vedrei bene un museo multimediale, o un acquario. Ma non vedo male neanche l’intervento di un privato per realizzare un albergo». Il consigliere del Pd Emilio Longhi, invece, ha evidenziato il valore strategico dell’immobile: «Quell’area deve avere una vocazione turistico ricettiva, con strutture dedicate agli eventi».
«Questo consiglio è stato importante», ha concluso il capogruppo di Pescara futura Carlo Masci, «perché D’Alfonso ci ha fatto capire che quella delibera della Regione è carta straccia».
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