L’ira del sindaco: «Qui non è un pranzo di gala»

Alessandrini contro i consiglieri della maggioranza che hanno disertato la seduta sulla Tari. Poi traccia un bilancio del 2017 e svela gli obiettivi dell’anno nuovo
PESCARA. «Il consiglio comunale non è un pranzo di gala, ma un luogo dove si è chiamati ad assolvere un compito per cui si è stati candidati e per cui si viene anche pagati». Ha usato parole dure ieri Marco Alessandrini per commentare quello che è accaduto giovedì scorso in consiglio, quando l’importante seduta sulla tassa dei rifiuti per il 2018 è saltata per le tante assenze nelle file della maggioranza. Ma il sindaco non ha parlato solo di questo. Approfittando del tradizionale incontro con la stampa per gli auguri di Natale, ha tracciato un bilancio di fine anno e ha svelato quali sono i principali obiettivi del 2018. In questa intervista a 360 gradi, il primo cittadino ha parlato dei grandi progetti per la città, tra cui le aree di risulta, lo stadio e la riqualificazione delle periferie e ha affrontato anche la questione dell’unificazione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore per la nascita di una città più grande.
Sindaco, partiamo da quello che è accaduto giovedì in aula. Ha avuto un chiarimento con i consiglieri di maggioranza?
«Ieri (giovedì, ndr) mi sono imbestialito. C’è stato un incidente che intendo sottolineare, in quanto il consiglio comunale non è un pranzo di gala. Non è stata una scelta politica disertare l’aula, ma solo sciatteria che ho trovato insopportabile. Siamo a Natale, facciamo gli auguri a tutti, ma agli indifferenti diamo il carbone. Ci vuole rispetto per le istituzioni, che non sono palazzi vuoti, ma palazzi dove ci sono persone che con le loro condotte possono nobilitarli».
Riuscirete ad approvare le nuove tariffe Tari e il bilancio entro la fine dell’anno?
«Sicuramente sì, sono state già convocate le sedute dopo Natale. Il bilancio del 2017 è per noi positivo, in quest’ottica però ci dispiace che il bilancio, che è l’atto amministrativo più importante, portato da noi all’approvazione del consiglio con congruo preavviso, debba slittare di alcuni giorni. Ci sarebbe piaciuto finire prima di Natale, non perché dobbiamo mangiare il tacchino, ma per buon senso. Escludo, tuttavia, che vi siano molti consigli comunali che varano il bilancio del 2018 entro la fine 2017».
Per l’anno prossimo, invece, cosa prevede?
«Chiuderemo, innanzitutto, 14 anni di controversie con la ditta che ha realizzato il nuovo tribunale. Chiuderemo con 6,3 milioni di euro le pendenze e quello che paghiamo lo chiederemo poi come rimborso al ministero. Dunque, siamo riusciti a trovare un accordo molto importante che pone fine a questo contenzioso decennale».
Per quanto riguarda le nuove opere da realizzare nel 2018?
«Le partite strategiche sono quelle della riqualificazione delle periferie, con 18 milioni che arrivano dal governo e che vedono anche interventi di privati. Questa cifra verrà moltiplicata per tre e vedrà cambiare volto alle nostre periferie. Poi, c’è il tema del nuovo stadio molto suggestivo legato agli interventi strategici che guardano verso Pescara 2027, cioè ai cento anni della città. Inoltre, la grande sfida delle aree di risulta».
Riuscirete a far partire finalmente la riqualificazione nel 2018?
«Presenteremo la variante urbanistica in consiglio comunale entro il primo trimestre dell’anno prossimo. L’avvio del procedimento dovrà passare anche attraverso un bando pubblico per vedere se il mercato sarà in grado di rispondere a questa sollecitazione legata alla sistemazione degli 11 ettari che si trovano nel cuore pulsante della città».
Per quanto riguarda il traffico, prevede la riapertura di corso Vittorio a doppio senso?
«Valuteremo le istanze che ci arriveranno in tal senso».
Nel 2019 si riuscirà a nascere la Nuova Pescara?
«Io sono favorevole affinché si realizzi, ma sono consapevole del fatto che il tempo congiura contro di noi. La Regione ha chiesto ai Comuni di pronunciarsi per dare un parere sul tema entro l’8 gennaio, ma io ho chiesto la proroga di un mese perché i tempi erano troppo stretti».
Dove andrà per Natale?
«Il 24 e il 25 starò in famiglia. Per Capodanno, invece, vorrei andare fuori».
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