L’ira di Bellachioma contro Fioretti

La nomina della compagna dell’assessore scatena il leader regionale che non ne sapeva nulla. E il Pd rende pubblico il caso
PESCARA. «Tutto il partito chiede le immediate dimissioni della moglie dell’assessore Fioretti», dichiara Giuseppe Bellachioma, segretario regionale della Lega. Alla vigilia del blitz di Matteo Salvini in Abruzzo, previsto per domani sera nel Teramano, scoppia una resa dei conti nel Carroccio che rischia di far perdere l’assessorato regionale a Piero Fioretti.
A innescarla è stata la nomina della compagna, Caterina Longo, avvocato ed esponente rosetana del partito, nella Conferenza unificata Stato Regioni decisa dal governatore, Marco Marsilio, di cui però il capo politico regionale della Lega non era al corrente.
SVELATO. La reazione di Bellachioma è stata esplosiva, raccontano i testimoni che hanno assistito alla scena. Ma a rendere pubblico ieri mattina il caso, almeno nella prima parte che riguarda la Longo, è stato il Pd durante una conferenza stampa tenuta al bar Berardo di Pescara per tirare le somme della tre giorni di battaglia in Regione contro la maggioranza per tentare di bloccare la proposta di legge sul referendum elettorale su cui punta Salvini. Giovanni Legnini ha pubblicamente parlato di «giunta delle mogli», e di «concezione familiaristica della politica». Ma la Lega si era mossa prima.
DA MARSILIO. Due giorni fa il segretario Bellachioma, dopo aver appreso la notizia della nomina mentre assisteva personalmente alla battaglia politica ingaggiata dalle opposizioni Pd-M5S-Udc contro Lega e Forza Italia, è salito al quinto piano del palazzo dell’Emiciclo per parlare direttamente con il governatore Marsilio, che aveva deciso di indicare il nome della Longo nell’organismo sovra regionale.
«Io non ne sapevo assolutamente nulla», ha detto Bellachioma al Centro. «Dopo aver preso visione della nomina sono andato dal presidente per chiedergli le ragioni che lo avevano spinto a questa sua decisione, e Marsilio non ha negato di averne parlato con Fioretti». Bellachioma non va oltre. Ma chi era presente all’incontro riferisce di aver visto il segretario esplodere dalla rabbia contro il suo assessore, e aggiunge che la posizione di Fioretti in giunta sarebbe già compromessa.
SALVINI NEL TERAMANO. L’avvicendamento dell’assessore, condiviso da Bellachioma con tutto il partito, potrebbe avvenire subito dopo la visita di Salvini che domani sarà in Abruzzo. Ma non si tratterà di una visita punitiva perché l’Abruzzo è giunto solo sesto nella classifica delle Regioni che hanno approvato la richiesta referendum elettorale.
«Non è detto infatti che rimarremo sesti», ribatte il segretario Bellachioma, riferendosi al caso della Lombardia che potrebbe essere esclusa dal gruppo delle 6 per aver approvato la proposta di legge senza sottoporla alle commissioni regionali. Questo vizio determinerebbe l’illegittimità dell’atto facendo automaticamente rientrare l’Abruzzo, in modo determinante, nel gruppo delle prime cinque regioni necessarie per presentare, entro lunedì, la richiesta di referendum alla Consulta.
NON È UN BLITZ PUNITIVO. Salvini, dice Bellachioma, verrà per pianificare le prossime mosse del partito in Abruzzo, come il leader stesso fa intendere in una dichiarazione di ieri: «Ringrazio i governatori e consiglieri regionali che regalano a 60 milioni di italiani la possibilità di scegliere per una legge elettorale trasparente dove vince chi ha un voto in più. Ieri a mezzanotte si è aggiunto l’Abruzzo, e si sta aggiungendo la Liguria. No al fritto misto proporzionale che vorrebbero Pd e 5 Stelle», ha aggiunto.
Ma torniamo al Pd. Il capogruppo in Regione Silvio Paolucci, con Legnini e Antonio Blasioli, in conferenza stampa, hanno lanciato accuse pesanti contro la Lega. Ha cominciato Legnini.
STOCCATE AL VELENO. «La Lega che voleva arrivare prima è invece giunta ultima». E poi: «Che io sappia mai un leader di partito si è seduto in commissione per controllare il lavoro dei suoi». Poi Legnini ha sferrata una stoccata virulenta a Salvini che, spiegando l’obiettivo del referendum elettorale, «ha detto: “così chi perde non rompe le palle”. Ma noi», ha commentato l’ex vice presidente del Csm, «abbiamo il dovere morale di evitare questa deriva politica». La parola è poi passata a Blasioli che, riferendosi sempre alla presenza di Bellachioma e dell’altro deputato leghista, Luigi D’Eramo, in commissione regionale, ha esclamato: «Bellachioma sta commissariando l’intera Regione Abruzzo». Ed ha chiuso Paolucci che ha ritenuto «irrilevante» il voto espresso in consiglio regionale a pochi minuti dallo scoccare della mezzanotte di due giorni fa, un voto che ha monopolizzato il consiglio, «impedendo di affrontare problemi veri come la discarica di Bussi oppure il parco mezzi di Tua, i bus euro-zero che vanno rottamati».
TOCCA AL SEGRETARIO. A questo punto della conferenza è però spuntato il caso della compagna di Fioretti, con Paolucci che ha precisato di non voler «assolutamente giudicare il valore e la professionalità della persona. Ma ci sembra di capire», ha aggiunto, «che l’Abruzzo sia andato oltre il commissariamento di Salvini».
Infine, indicando centinaia di ragazzi che manifestavano nella vicina piazza Salotto, il capogruppo dem ha annunciato una proposta in consiglio per cominciare ad affrontare l’emergenza clima in Abruzzo. Ma con il caso Fioretti non c’entra nulla. L’effetto della fuga in avanti dell’assessore, che rischia deleghe e poltrona, dipende solo da Bellachioma che è appoggiato dal partito.

