L’Iss: balzo di casi e focolai

19 Marzo 2022

Peggiora anche la classificazione di rischio: il nuovo report raffredda le speranze

Aumentano i casi e i focolai di Covid-19 in Abruzzo. L'Istituto Superiore di Sanità, nel monitoraggio settimanale curato insieme al ministero della Salute, certifica il peggioramento della situazione cui si assiste da diversi giorni. La classificazione complessiva di rischio passa così da "bassa" a "moderata". La curva del contagio continua ad essere in salita, con un incremento di nuovi casi che raggiunge il +50% su base settimanale. Ad alimentare la circolazione del virus c'è la variante Omicron, ormai responsabile del 100% dei contagi, come confermato dagli ultimi studi. Di positivo, però, c'è che all'aumento dei contagiati non corrisponde un incremento dei ricoveri, che sono stabili sia rispetto all'altro ieri sia rispetto a una settimana fa.
TREND IN CRESCITA. Il report dell'Istituto Superiore di Sanità, relativo al periodo 7-13 marzo e aggiornato a giovedì, conferma la situazione in peggioramento. Ormai da dieci giorni, d'altronde, gli indicatori mostravano un incremento dei numeri.
Gli esperti, nel report settimanale, segnalano un aumento dei casi e dei focolai, con un indice Rt - il tasso di riproduzione netto della malattia - che è a 0.95. Tornano ad esserci anche le cosiddette "allerte di resilienza", cioè la capacità del sistema di gestire l'emergenza e di intercettare i positivi sul territorio. Diminuiscono, infatti, i casi emersi da attività di screening e di tracciamento, perché i numeri attuali «non consentono una puntuale mappatura dei contatti dei positivi». Per queste ragioni la classificazione complessiva di rischio, che la scorsa settimana era scesa a "bassa", torna ad essere giudicata "moderata". La situazione attuale resta comunque compatibile con la zona bianca.
Nonostante l'aumento dei positivi, infatti, i ricoveri sono contenuti. Il tasso di occupazione dei posti letto è al 7% (+1%) per le terapie intensive e al 18% (-1%) per l'area non critica, dati però superiori rispetto alla media nazionale, rispettivamente del 5% e del 13%. Nell'ultima settimana il totale dei nuovi casi ha fatto registrare una variazione del +50% rispetto ai sette giorni precedenti e gli attualmente positivi al virus sono cresciuti in modo significativo.
L'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti cresce altrettanto rapidamente e arriva a 924. All'origine di numeri così elevati c'è la variante Omicron - più contagiosa ma meno aggressiva - che in Abruzzo è responsabile della totalità dei casi.
Lo conferma l'indagine rapida svolta lo scorso 7 marzo dall'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con i laboratori regionali. Dallo studio è emerso che il 100% dei campioni sequenziati è riconducibile ad Omicron. Di questi il 23,6% è causato dal sottolignaggio BA.2, meglio noto come Omicron 2, considerato ancora più trasmissibile del precedente, tanto che, a detta degli esperti abruzzesi, le percentuali attuali sarebbero di gran lunga superiori. Scomparsa, invece, la variante Delta.
IL NUOVO BOLLETTINO. I casi accertati nelle ultime 24 ore sono 1.958. Del totale, 1.419 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari (3.936) e tamponi antigenici (10.283), è pari al 13,77%, in aumento.
Le città con più nuovi casi sono Pescara (129), L'Aquila (123) e Teramo (120). Gli attualmente positivi salgono a 36.676 (+1.635): 253 pazienti (-10) sono ricoverati in ospedale in area medica e 12 (+1) sono in terapia intensiva, mentre gli altri 36.411 (+1.642) sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 247.938 (+307). Il bilancio delle vittime sale a 3.038. Si registrano, infatti, altri due decessi: si tratta di una 90enne di Sulmona e di una 91enne di Castel di Sangro.