L’ok va indicato sulla carta d’identità

5 Ottobre 2022

Ecco come è possibile dare l’assenso agli espianti oppure alla donazione in vita

L’AQUILA. In vita si possono donare il rene e una porzione del fegato. Dal 2012 è consentito anche il trapianto parziale tra persone viventi di polmone, pancreas e intestino. In genere, queste tipologie di interventi si eseguono tra consanguinei, come genitore e figlio, o persone affettivamente correlate. Ai fini della donazione da vivente, il potenziale donatore è sottoposto ad un’attenta valutazione per accertare il suo ottimale stato di salute psico-fisico e la reale disponibilità di un consenso libero e informato.
Per la donazione delle cellule staminali emopoietiche, che danno origine a tutti gli elementi del sangue (come globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) è necessaria la compatibilità tissutale tra donatore e ricevente, che si verifica solo una volta su quattro in ambito familiare (fratelli/sorelle) e una su centomila tra non consanguinei. Queste cellule si trovano nel midollo osseo, nel sangue periferico e nel sangue contenuto nel cordone ombelicale: attraverso il trapianto è possibile curare moltissime malattie, come le leucemie.
Per quanto riguarda la donazione dopo la morte, ogni cittadino maggiorenne può esprimere il proprio consenso o dissenso negli uffici anagrafe dei Comuni al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità, compilando il modulo dell’Associazione Italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule, firmando il modulo nella Asl di riferimento, compilando il tesserino blu del ministero della Salute oppure tramite una delle “donor card” distribuite dalle associazioni di settore. In questo caso è necessario stampare la tessera e conservarla tra i propri documenti personali. Inoltre è opportuno comunicare la propria decisione ai familiari riportando la propria volontà su un foglio bianco, comprensivo di data e firma. (m.p.)