L’olio che piace ai Clinton non teme l’assalto di Donald

CHIETI. Nel Chietino a tremare sul rischio dazi potrebbero essere le aziende del settore agroalimentare ed enologico. Tra i primi a sbarcare nella terra delle opportunità con quello che nel tempo è...
CHIETI. Nel Chietino a tremare sul rischio dazi potrebbero essere le aziende del settore agroalimentare ed enologico. Tra i primi a sbarcare nella terra delle opportunità con quello che nel tempo è diventato il marchio distintivo d'Abruzzo, il Montepulciano, c'è Codice Citra le cui esportazioni negli Stati Uniti, dagli anni 80, rappresentano una cospicua fetta del fatturato societario. «Vediamo cosa succede» interviene Giuseppe Colantonio, responsabile marketing Codice Citra «con la consapevolezza però di essere stati i portabandiera e gli ambasciatori del Montepulciano che, oggi, in America è un vino apprezzato, conosciuto e richiesto. Per noi gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato export». Reduce dalla conquista di tre medaglie d'oro nella International extra virgin oil competition di Los Angeles per l'olio Agrumato (miscela ottenuta dalla contemporanea molitura di olive della qualità Gentile e agrumi della Costa dei trabocchi) anche l'azienda Agrumato srl della famiglia Ricci di Lanciano viene coinvolta direttamente nelle scelte del presidente americano. «Da 25 anni i nostri sono i prodotti più ricercati in America» spiega Francesco Ricci, titolare dell'azienda, «siamo stati fornitori della Casa Bianca nell'era Clinton e il giorno dell'insediamento di Trump ero tra le schiere di oppositori scesi in strada. Già all'epoca si parlava di dazi. Ma siamo preoccupati relativamente. Il nostro è un prodotto di nicchia, adatto al mercato del lusso (l'Agrumato va dai 22 ai 27 dollari a bottiglia ndc) e probabilmente lo stesso Trump ne vorrà qualche bottiglia in dispensa». Anche per Giuseppe Ursini, fondatore dell'azienda Ursini di Fossacesia, quello americano è un «mercato importante». "Ci stiamo investendo moltissimo dallo scorso anno - spiega - e esportiamo oli, sughi, pestati, oli agrumati. Per noi gli Stati Uniti rappresentano il 5% del fatturato. Finora sull'extravergine non ci sono mai stati dazi, nonostante la California sia produttrice. Ora vediamo cosa succede, questo protezionismo ci preoccupa".
Daria De Laurentiis

