L’ondata autunnale: più colpiti gli anziani

In un mese casi raddoppiati tra gli over 80. In calo nelle scuole
I numeri parlano chiaro: l’autunno ha portato in Abruzzo una nuova ondata Covid. Con una vera e propria impennata: il confronto dei contagi registrati in regione nei primi 26 giorni di settembre e quelli dei primi 26 giorni di ottobre indicano infatti un’impennata del 71%, passando da 13mila casi a oltre 22mila. A far crescere i numeri di ottobre è stato il picco di fine settembre: negli ultimi giorni, invece, la crescita sembra già in frenata (vedi articolo in pagina).
L’ondata autunnale, che ha colpito praticamente tutto il territorio regionale, ha però interessato maggiormente gli anziani, che sono anche i più fragili: questo spiega anche la crescita dei ricoveri in ospedale. Mentre il virus questa volta non sembra diffondersi nelle scuole con la stessa forza con la stessa forza del passato.
IL CONFRONTO TRA ETÀ
Ma l’impennata è stata ancora più ripida tra gli ultraottantenni: da poco più di mille a duemila nuovi positivi in un mese, cioè quasi un raddoppio (per l’esattezza una crescita del 94%). Si tratta della porzione della popolazione più a rischio di tutte di andare incontro a complicanze del virus e per questo la prima di tutte ad aver avuto l’autorizzazione a ricevere anche la quarta dose del vaccino anti-Covid (ora disponibile anche insieme all’antinfluenzale).
Se poi per l’ampia fascia di popolazione tra i 20 e i 79 anni la crescita è stata del 78% e quindi comunque superiore alla media regionale, ben diversa è la situazione tra i giovanissimi che da metà settembre siedono sui banchi di scuola. Gli adolescenti abruzzesi tra i 12 e i 19 anni hanno infatti visto aumentare i casi di positività soltanto del 40% in un mese. Ancora più eclatante il dato dei bambini con meno di 12 anni: tra loro i contagi in un mese sono addirittura diminuiti. Sono infatti passati dai 1.064 casi registrati nei primi 26 giorni di settembre, ai 983 a ottobre, facendo segnare un calo dell’8%.
LE CITTÀ CHE RADDOPPIANO
Tra le città abruzzesi, invece, non c’è nessuna che scende. Tante, anzi, sono quelle che hanno visto raddoppiare i positivi. Il record è di Francavilla al Mare, che nei primi 26 giorni di settembre aveva avuto 178 contagi e che invece a ottobre ne ha registrati 483: si tratta di una impennata record del 171% in un solo mese.
Crescita simile è quella vista a Città Sant’Angelo (più 166%, da 105 a 279 casi). Poi il primo capoluogo di provincia, Teramo (più 136%, da 363 a 857 casi). Più che raddoppiati i contagi in un mese anche a Guardiagrele (più 126%), a Ortona (più 119%) e a Giulianova (più 115%). Stessa impennata anche a Pescara, che è anche la città maggiormente colpita dal Covid in termini assoluti: dal primo al 26 settembre con i suoi 982 nuovi casi di positività, a ottobre con 2.114.
LE CITTÀ SOPRA ALLA MEDIA
Tra le città che hanno sfiorato il raddoppio dei positivi in un mese ci sono poi Martinsicuro (più 96%), Chieti (più 95%), Spoltore (più 94%) e il capoluogo di regione, L’Aquila, (più 89%, da 759 a 1.433 contagi nei due periodi a confronto).
Sopra alla media regionale del 71% di crescita si ritrovano anche i Comuni di Pianella (più 88%), Silvi (più 82%), Penne (più 78%) e Vasto (più 76%).
LE CITTÀ MENO COLPITE
C’è invece una città abruzzese che non ha vissuto l’impennata autunnale dei casi. Si tratta di San Salvo, che è passata dai 215 contagi dei primi 26 giorni di settembre, ai 220 di ottobre, segnando una crescita appena accennata del 2%. In crescita, ma comunque sotto alla media regionale ci sono poi Pineto (più 23% di casi), Lanciano e Loreto Aprutino (più 37%), Avezzano e Atessa (più 42%), Cepagatti (più 43%), Sulmona (più 48%), Roseto degli Abruzzi (più 55%), Celano (più 57%), Montesilvano (più 64%) e San Giovanni Teatino (più 66%).

