L’opposizione angolana contro l’impianto rifiuti

Città Sant’Angelo, nota di 8 consiglieri: vogliamo sapere le intenzioni del sindaco E domani il caso in Consiglio: «Bisogna fermare le mire egemoniche di Pescara»
CITTÀ SANT0ANGELO. «Vogliamo conoscere le reali intenzioni dell’amministrazione Perazzetti sul biodigestore a Piano di Sacco». È con questo obiettivo che i gruppi consiliari Insieme per Città Sant’Angelo, Partito democratico, Uniti per Città Sant’Angelo e Movimento 5 stelle hanno presentato una risoluzione che verrà discussa nel consiglio comunale di domani.
«Finalmente sapremo se l’amministrazione porta avanti i propri interessi o quelli del Comune di Pescara», si legge in una nota firmata da 8 consiglieri comunali, tra cui Melchiorre, Longoverde, Patrizi e Ciavattella del Pd, Seracini del M5s oltre a Spacco, Caralla e D’Anteo, dissidenti di maggioranza e componenti del nuovo gruppo Uniti per Città Sant'Angelo. «A quasi sei mesi dall’inizio della discussione, l’amministrazione non ha mai espresso la sua posizione chiara in merito. L’area su cui dovrebbe sorgere l'impianto, sebbene sulla carta a destinazione industriale, di fatto è a vocazione agricola. È ricompresa nell’ambito del distretto rurale denominato Terre Vestine dal Saline al Gran Sasso e in quello del Contratto di fiume Tavo - Fino - Saline». I firmatari della richiesta contestano tale localizzazione, non solo per salvaguardare l’integrità ambientale di quella vallata, ma anche per tutelare la salute degli abitanti, soprattutto per quelli che vivono proprio a due passi dall’area prescelta per la localizzazione. «Entro i 500 metri dal sito individuato sono presenti abitazioni e nuclei abitati, che rischiano di diventare vittime di molestie odorigene. Questo perché non si è tenuto conto del piano provinciale per i rifiuti. Il presidente di Ambiente Massimo Papa, nell’ultimo consiglio ha definito la localizzazione prescelta come la “più idonea” rispetto alle proposte dei privati. Con la proposta della modifica dello statuto, Pescara mira a rafforzare il suo peso in Ambiente, rischiando di esautorare il potere gestionale degli altri comuni presenti nella società, compreso quello di Città Sant'Angelo. Chiediamo a quel che rimane della maggioranza Perazzetti di porre un freno alle mire egemoniache di Pescara».

