L’ordine: regole precise per le prescrizioni

15 Luglio 2014

Parla il presidente dei medici di Chieti: sponsorizzazioni trasparenti, le autorizza il Ministero

CHIETI. Il rapporto tra medico e casa farmaceutica è un gioco dove si rischia a volte di confondere il confine tra rapporto professionale e marketing. Per il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Chieti Ezio Casale (il collega dell’Ordine di Pescara Lanciotti ha preferito non rispondere), non c’è problema fino a quando è tutto fatto alla luce del sole. «E comunque ci sono regole ben precise da seguire», dice.

Quali, dottor Casale?

«Per quanto riguarda la prescrizione dei farmaci abbiamo alcuni articoli di riferimento del codice deontologico con precise raccomandazioni. E l’ordine vigila sul loro rispetto».

Vigila anche sulle sponsorizzazioni?

«Tutto ciò che è lecitamente sponsorizzato dalle case farmaceutiche deve passare attraverso una richiesta e una precisa autorizzazione del ministero della Salute. Penso al caso in cui una casa farmaceutica invita un medico come relatore o uditore a un convegno. È lecito sempre se viene autorizzato dal ministero».

Mai notato pressioni più insistenti?

«Svolgo la mia professione da tantissimi anni e non credo che ci sia questo tipo di pressioni da parte delle case farmaceutiche. Mi spiego meglio, ci sono due tipi di pressione: la proposta di sponsorizzazioni (che vanno autorizzate)e quello di pressare attraverso visite ripetute di informatori farmaceutici. Negli ultimi anni c’è stato un rallentamento di questo secondo tipo di pressioni: d’altra parte, le case farmaceutiche sono in crisi e hanno ridotto il personale».

L’ordine ha comunque la possibilità di intervenire con misure disciplinari in caso di violazione della deontologia.

«Certamente, l’Ordine ha un consiglio di disciplina e due commissioni, una per i per medici e una per gli odontoiatri. La commissione medica è composta da 15 componenti del consiglio direttivo».

In che modo agisce l’Ordine?

«L’Ordine si può muovere anche per segnalazione di un cittadino o di qualunque mezzo stampa che individui un illecito. Di solito però le azioni disciplinari dell’Ordine sono condizionate da quelle della magistratura. Molte volte c'è un avviso di garanzia e un procedimento penale da cui magari il medico viene assolto. A quel punto l’Ordine dovrebbe, per un principio di precauzione, aspettare il giudizio definitivo e poi intervenire con un procedimento disciplinare. Certo, se c’è un caso eclatante con prove certe, oppure se il medico è reo confesso si può procedere prima».

Che tipo di sanzioni prevede l’Ordine?

«L’avvertimento, la censura, la sospensione da 1 mese a sei mesi e poi la radiazione. Se c'è un provvedimento cautelativo da parte della magistratura, come gli arresti domiciliari, il medico non può esercitare la professione e viene sospeso cautelativamente». (a.d.f.)