L’ultima scommessa vinta: vitigno salvato dall’estinzione

29 Giugno 2016

PESCARA. «Di Antonio Angelucci ce n’è uno solo. Era una grande persona e un imprenditore perfetto: con lui si poteva parlare ed era uno che ascoltava. Sapeva quello che voleva e aveva il carisma del...

PESCARA. «Di Antonio Angelucci ce n’è uno solo. Era una grande persona e un imprenditore perfetto: con lui si poteva parlare ed era uno che ascoltava. Sapeva quello che voleva e aveva il carisma del dirigente». Parla così Rosario Martino, sindaco di Castiglione a Casauria tra il 2004 e il 2009 e dipendente dell’azienda agricola Angelucci. Angelucci, morto ieri all’età di 75 anni, lo conosceva bene. Il fondatore della Oma, colosso della metalmeccanica della Val Pescara con sedi a Castiglione a Casauria e a Tocco da Casauria, viveva proprio davanti alla sua cantina: nata come un esperimento per salvare il vitigno locale del Moscatello dall’estinzione, l’azienda agricola di famiglia è diventata un altro successo tanto che, adesso, i prodotti finiscono anche in America, Canada, Giappone e Cina. «Veniva tutti i giorni in azienda perché era innamorato del prodotto», racconta Martino, «e si confrontava con noi: era una persona semplice. Poi, con l’autorevolezza del dirigente, dava ordini ben precisi che il personale eseguiva con zelo. Era un imprenditore perfetto: uno che si esponeva in prima persona per portare avanti la propria attività».

Adesso, l’azienda agricola si estende su 22 ettari: «È cominciato tutto con un piccolo appezzamento di mille metri quadrati per sperimentare il salvataggio del Moscatello», dice Martino, «poi l’azienda è cresciuta tanto». L’azienda impiega dai 10 ai 30 dipendenti a seconda del periodo dell’anno. Il Moscatello, con circa 18 ettari di produzione, resta il cuore dell’attività ma l’azienda Angelucci produce anche Montepulciano e Pecorino. Un’azienda legata al territorio: il Montepulciano di punta si chiama Leonate come lo storico priore dell’abbazia di San Clemente a Casauria. «Perdiamo una persona stimata e preparata. Angelucci era ben voluto da tutti», dice ancora Martino, «per il suo impegno». (p.l.)