L’ultimo atto d’amore di Roberta: i suoi organi salvano 5 persone

La mamma arbitro ha donato cuore, reni, fegato e polmoni a pazienti di Verona, Roma e Palermo Il prelievo eseguito all’ospedale Spaziani di Frosinone. Il marito: «Sei stata grande fino alla fine»
PESCARA. L’ultimo gesto d’amore di Roberta Olivieri regala una speranza di vita ai pazienti distribuiti in tutta Italia: da Verona a Palermo, passando per Roma. La mamma di 49 anni, ex arbitro di calcio, morta all’ospedale Spaziani di Frosinone per le complicazioni di un intervento chirurgico, aveva espresso già in vita la volontà di donare i suoi organi. Lunedì, dopo aver accertato la morte cerebrale, sono stati espiantati cuore, fegato, reni, polmoni e cornee grazie al lavoro dell’equipe medica del Coordinamento trapianti della Asl di Frosinone diretta da Moreno Bartolomucci. Tutti i trapianti si sono conclusi con successo.
Roberta Olivieri, antesignana degli arbitri donna pescaresi, in passato aveva diretto partite di serie A femminile, prima di lasciare i campi da gioco per dedicarsi a tempo pieno ai suoi tre figli Matilde, Leandro e Maddalena e intraprendere una nuova carriera lavorativa al conservatorio Luisa D’Annunzio. La morte, improvvisa e inaspettata, ha lasciato senza parole il marito Danilo Starinieri, i genitori Maria e Lucio, il fratello Davide, anche lui con un passato nell’arbitraggio, gli altri familiari, l’intero mondo dello sport abruzzese e gli amici che oggi pomeriggio alle 15 si riuniranno nella chiesa di San Giovanni Battista e San Benedetto Abate di strada Pandolfi, a Pescara Colli, per celebrare i funerali di una donna descritta come «tenace, forte e piena di vita».
Il ricordo di Roberta è adesso legato anche al primo espianto di polmoni eseguito all’ospedale Spaziani di Frosinone, dove da anni si effettuano prelievi di organi e cornee. L’equipe del dottor Moreno Bartolomucci, in collaborazione con il centro trapianti della Regione Lazio e con il centro nazionale trapianti, ha effettuato un delicato intervento chirurgico di prelievo multiorgano, andato avanti dalle 2 di notte alle 8 del mattino, per espiantare cuore, fegato, reni, polmoni e cornee dal cadavere. Gli organi donati dalla 49enne sono stati poi portati in diverse città italiane dove ad attenderli c’erano altrettanti pazienti in lista per la procedura di trapianto: il cuore a Verona, i polmoni a Palermo e reni e fegato all’ospedale San Camillo di Roma. Le operazioni si sono concluse tutte con successo e la speranza di Roberta di salvare vite umane è oggi diventata concreta. «Sei stata grande fino alla fine», aveva scritto il marito sui social, «scegliendo di far continuare a battere il tuo cuore dando una speranza a chi non l’aveva più». «Ci sentiamo di esprimere un ringraziamento alla famiglia e una preghiera per Roberta Olivieri», fa sapere l’associazione malati di reni che ringrazia anche «tutti i medici, gli operatori sanitari che hanno consentito questo intervento».

