L’ultimo bacio di Olivieri a Barbara: «Eri unica, io ti amerò per sempre»

4 Dicembre 2023

Il mondo dello spettacolo si raduna ai funerali della manager Paolone Le lacrime di Edoardo Leo, Giorgio Pasotti, Marco Bocci e Laura Chiatti

PESCARA. «Io, che mi sono emozionato e mi sono innamorato subito, posso solo dire che ti amerò per sempre, bellissima opera, unica e irripetibile». In queste parole c’è tutto l’amore di Vincenzo Olivieri per la moglie Barbara Paolone, compagna di vita e lavoro stroncata da una malattia all’età di 54 anni. «Il sipario è chiuso, si è chiuso su un’opera stupenda», dice la lettera di Olivieri. Per il cabarettista, Barbara era «uno spettacolo di allegria, altruismo, amore per la vita, per gli amici e per tutta la gente che ha incontrato e che lei amava conoscere. Ma per quest’opera straordinaria non ci saranno repliche, non sarà possibile. Eppure, ne sono certo, so che tutte le persone che hanno avuto la fortuna di vedere, emozionarsi ed apprezzare questo spettacolo, il suo ricordo se lo porteranno dentro per tutta la vita». Queste le parole che ieri hanno accompagnato la manager dello spettacolo per il suo ultimo viaggio, in una chiesa di Sant’Antonio gremita.
C’erano attori e tanti amici: c’era Edoardo Leo, c’erano Marco Bocci e la moglie Laura Chiatti, c’era Giorgio Pasotti, c’era anche Anna Foglietta, tutti in lacrime di fronte a una morte che, per tanti, sembra ancora incredibile. Paolone aveva scoperto la malattia da un mese: prima i ricoveri all’Istituto dermopatico dell’Immacolata a Roma e al Policlinico universitario campus bio-medico, sempre a Roma, poi il ritorno a Pescara, un passaggio a Nefrologia e la degenza, un grumo di giorni, all’hospice.
Olivieri non ha avuto la forza di parlare, è stato l’amico attore Milo Vallone a prestargli la voce: «Non vi rattristate», dice ancora il suo pensiero per Barbara, «lei non avrebbe voluto, anzi prendiamo tutto quello che lei ci ha insegnato e regaliamolo a quelli che questo immenso spettacolo, per un motivo o per un altro, se lo sono perso».
In chiesa tanti volti noti: Jonis Bascir, ’Nduccio, Marco Papa, Tiziana Di Tonno, Giò Di Tonno, Federico Perrotta, Davide Cavuti, Walter Nanni e Stefano Francioni. E poi i sindaci di Pescara, Montesilvano e San Giovanni Teatino, Carlo Masci, Ottavio De Martinis e Giorgio Di Clemente, il deputato Guerino Testa, l’ex assessore al Turismo Moreno Di Pietrantonio.
«Ci mancherà la sua fragorosa risata o il suo irreplicabile “ciaociaociaociaociao” quando riattacava il telefono», ha detto Pasotti, «Barbara era un’anima speciale, una di quelle anime che nascono per dare agli altri più che a se stessa: dava del bene e allegria. Io non l’ho mai vista né arrabbiata né triste». Per Pasotti, «Pescara era Barbara. Camminando sul lungomare di Pescara ho avuto la sensazione che questo posto sia pieno di lei. Questa terra è piena di Barbara e dell’amore che ci ha lasciato, verso gli altri e verso il proprio lavoro. Questo è il suo insegnamento: non siamo più soli ma pieni di belle cose».
Voce rotta dall’emozione quella di Edoardo Leo: «Facciamo uno strano lavoro in cui condividiamo luoghi sacri come teatri e camerini e quel tempo è centuplicato perché è un tempo intenso. In questi giorni di grande sofferenza per tutti, quando andavamo a salutarla, era lei che rideva e ci consolava. E ci ha fatto morire dal ridere quando ci ha raccontato che un’infermiera, davanti alla processione di persone dello spettacolo che aveva visto sempre in televisione, le ha detto: “Ma tu chi c. sei?”. Barbara era questo».
In lacrime Anna Foglietta: «Quando ho conosciuto Barbara, ho visto la vita su due gambe. Una donna aperta alla vita, agli altri, sempre pronta a parlar bene in un tempo in cui tutti non perdono occasione di parlare male. Barbara, dal letto di ospedale, ci ha insegnato che si può essere generosi anche quando si potrebbe pretendere tutto: si era preoccupata di comprare un regalo per le infermiere e, addirittura, loro le hanno regalato una tavoletta di legno su cui c’è scritto: “La vita ci ha fatto un grande regalo, ci ha fatto conoscere te”. Questo è l’aspetto più straordinario di Barbara e anche il suo limite: una donna che si è sempre occupata troppo degli altri e poco di sé». L’attrice poi ha detto: «Credo che la vita sia sempre più forte della morte e il ricordo di Barbara sia di conforto estremo: la ringrazio perché ci ha fatto capire cosa vuol dire essere una persona perbene, portiamo avanti questa memoria fatta di dignità, di amore e di generosità. Ciao Barbara, “ciaociaociaociaociao”».