L’università fa crescere il mercato degli affitti: tante richieste post Covid

A Porta nuova l’immobiliare registra un più 30% nell’ultimo anno Librerie e copisterie, grido d’allarme: «Il digitale ci ha penalizzati»
PESCARA. Il vociare allegro degli studenti che un tempo riempiva i locali intorno al polo pescarese dell’università d’Annunzio è stato sostituito dal silenzio. Le ripercussioni della pandemia e l’accelerata della digitalizzazione hanno portato a reinventare il mondo della scuola e dell’università, trasformando il modo stesso di studiare. Una dopo l’altra hanno chiuso molte copisterie e librerie intorno alla sede di viale Pindaro e chi resiste lo fa con molta fatica. Intanto il mercato immobiliare degli affitti intorno al quartiere dell’ateneo e dello stadio è florido: per le agenzie immobiliari si registra un +30% solo nell’ultimo anno.
«Sono 39 anni che sto qui», racconta Marco Bellotti, titolare di Copy center 5 centesimi, «negli anni ’2000 eravamo 14 attività fino al Brigantino, adesso siamo rimaste 4 copisterie con vari problemi. Ho vissuto il passaggio dalle dispense ai tablet, iniziato già in epoca pre-Covid. Quest’anno con il ritorno della didattica in presenza si sono rivisti di nuovo gli studenti, ma è il modo di studiare che è cambiato e che si ripercuote sul nostro lavoro. Prima venivano qui marchigiani, pugliesi, molisani, adesso hanno aperto tante università tra Foggia e Ancona che si fanno concorrenza tra loro». Discorso analogo per Rita Mancinelli, titolare della copisteria The Queen: «Prima del Covid lavoravo di notte per stampare le tesi di laurea, perché durante il giorno era impossibile con l’affluenza che c’era. Adesso i giovani non scrivono più, quindi non vendiamo più quaderni, penne, evidenziatori. Con i computer e i tablet è cambiato tutto. Ma è anche l’università che dovrebbe porsi qualche domanda visto che molti studenti fanno la triennale qui e poi o si fermano oppure completano gli studi fuori». «I ragazzi vengono a Pescara solo per sostenere gli esami o per le tesi», rimarca Annarita di Digicopy, «sono aumentati i pendolari e il flusso di clienti è calato. Stiamo cercando di resistere, ma non è semplice. Speriamo in un futuro migliore».
La crisi morde non solo le copisterie, ma anche altri locali, a fronte di un’università che ha mantenuto invariato il numero di iscrizioni. «Siamo in questa zona dal 2005», sottolinea Mauro, titolare della pizzeria Il sole, «fino al 2014/15 qui era una festa, poi man mano i numeri sono diminuiti. Quest’anno gli universitari sono tornati: all’inizio dell’anno accademico sono pieni di speranze, poi iniziano a seguire da casa e nel secondo semestre si registra un netto calo delle presenze. I servizi sono pochi e la manutenzione delle strade è carente: il buco della fibra l’ho richiuso io dopo che era caduta una signora». La stessa mancanza di servizi è avvertita dai giovani che lamentano l’assenza di spazi per studiare o per le attività culturali e sociali, specie nelle ore serali o nel weekend. «L’università dovrebbe aprire le porte anche il sabato e la domenica», incalza Carmela Santulli, rappresentante della consulta studentesca, «in zona non ci sono altre aule studio e la biblioteca di viale Pindaro è inaccessibile. Abbiamo un problema di spazi che sentiamo soprattutto nel fine settimana e di sera: se lo studente ha bisogno di un libro o di un posto dove andare dopo la fine delle lezioni non può farlo». Intanto il mercato degli affitti è più florido che mai. «Un annuncio resta online 40 minuti al massimo, riceviamo oltre cento chiamate e messaggi», analizza Luca De Sanctis, titolare dell’agenzia immobiliare Gabetti che copre Pescara sud e Francavilla, «l’offerta è bassissima e la richiesta altissima. Nell’ultimo periodo c’è stata un’impennata pazzesca rispetto al periodo pre-Covid, almeno del 30% nell’ultimo anno. Se prima della pandemia una stanza in affitto in una casa in condivisione costava intorno ai 220-250 euro, dal 2022 ad oggi per la stessa stanza si spende dai 300 euro in su con aumenti dal 30 al 40%. Pescara, per essere una città medio-piccola, è cara. Ma sono cambiate anche le esigenze: prima ci si accontentava, oggi i ragazzi cercano il wi-fi e arredi nuovi».

