L’università si allarga in città: arriva un campus per studenti

La proposta è stata presentata dall’imprenditore Di Carlo per l’area Di Bartolomeo in viale Marconi Il rettore Caputi: «Siamo favorevoli all’iniziativa, abbiamo rinunciato definitivamente all’ex Cofa»
PESCARA. L’università D’Annunzio vuole crescere a Pescara. Dopo aver definitivamente archiviato l’ipotesi di realizzare nuove facoltà nell’ex Cofa, ora l’ateneo punta ad espandersi altrove, ma sempre a Porta Nuova. E l’occasione è arrivata: c’è già un progetto pronto per costruire un grande campus universitario nell’area di viale Marconi ceduta dai fratelli Di Bartolomeo, commercianti specializzati nella vendita di prodotti per l’edilizia e acquistata dall’imprenditore Isaia Di Carlo, originario di Casoli, molto noto in Abruzzo per aver realizzato numerose opere, tra cui la ristrutturazione dell’ex stabilimento balneare Guerino trasformato in ristorante McDonald’s.
Il piano, rimasto finora riservato, è stato confermato ieri dal rettore Sergio Caputi e dall’assessore comunale all’urbanistica Isabella Del Trecco.
IL PROGETTO. L’imprenditore Di Carlo, dopo aver comprato l’area dai fratelli Di Bartolomeo, ha presentato in Comune un progetto che prevede la realizzazione di un campus universitario con alloggi per gli studenti. Sarebbe prevista anche una quota di residenziale e commerciale.
«Siamo favorevoli alla realizzazione di questo intervento», ha detto l’assessore Del Trecco, «abbiamo chiesto, però, alcune integrazioni al progetto». Il suo collega, l’assessore ai lavori pubblici Luigi Albore Mascia ha parlato «di un campus universitario avanzato», nonché della realizzazione di un parcheggio pubblico a disposizione dei residenti e dei commercianti della zona per compensare alcuni dei posti auto cancellati con la riqualificazione, in fase avanzata, di viale Marconi.
Entusiasta del progetto anche il rettore. «Sono molto favorevole a questa operazione», ha fatto presente Caputi, «dovrebbero essere realizzate delle strutture come quelle a Chieti dedicate agli studenti. Ho già avuto un colloquio con l’imprenditore Di Carlo e con una società che fa proprio questo tipo di lavoro. L’università è favorevole, perché stiamo facendo in modo che quella zona di Porta Nuova, insieme a viale Pindaro, diventi un polo universitario». In compenso, il rettore ha confermato che l’ateneo non è più interessato all’ex Cofa. «Abbiamo abbandonato questa ipotesi», ha affermato, «perché non si è trovata la possibilità di un accordo».
L’AREA DEI POMPIERI. Ma il piano di espansione dell’ateneo non finisce qui. La D’Annunzio punta anche all’area della caserma dei vigili del fuoco, in viale Pindaro, a pochi passi dalle facoltà. «Quello che stiamo portando avanti con il Comune e per questo mi sono incontrato già diverse volte con il sindaco Carlo Masci», ha rivelato Caputi, «è il tentativo di far diventare la zona di viale Pindaro un distretto universitario. Ci sono vari progetti, tra cui quello di trasferire altrove la caserma dei vigili del fuoco. Se quest’ultimo dovesse andare in porto, saremmo pronti ad ampliare la sede di Pescara».
«Non prevediamo nuove facoltà», ha aggiunto il rettore, «ma abbiamo bisogno di altri spazi, perché ora siamo un po’ stretti. È presto per dire cosa potrebbe sorgere al posto della caserma, ma è molto probabile uno spostamento di una zona compressa di viale Pindaro, ad esempio la facoltà di Architettura, oppure quella di Lingue».
IL DESIDERIO DI CRESCERE. L’obiettivo resta quello di realizzare a Pescara un grande polo universitario utilizzando anche alcune aree dietro il palazzo di giustizia. La popolazione universitaria della D’Annunzio conta all’incirca 12mila studenti, di cui il 45 per cento sono dei fuori sede. Secondo alcune stime, l’ateneo potrebbe arrivare a 27mila iscritti attivando anche a Pescara nuovi servizi e strutture.
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