L’urlo della zona alta «Borgo senza servizi»

20 Settembre 2018

Residenti e negozianti: strade rotte e incuria, siamo abbandonati

FRANCAVILLA AL MARE. Marciapiedi rotti, strade dissestate e piene di buche, alberi non potati e zone verdi lasciate abbandonate. La fotografia che viene fuori dalla zona alta di Francavilla, il borgo che abbraccia la zona compresa tra San Franco, il municipio e il Museo Michetti, è l'esatto opposto della cura e dell'attenzione riservate alla città costiera. Da parte di cittadini e commercianti il coro è quasi unanime: siamo abbandonati.
Effettivamente, guardandosi intorno, si capisce facilmente il motivo del malcontento. Come dice chi questi posti li vive tutti i giorni, Francavilla alta sembra un qualcosa di staccato dal resto della città, nonostante la presenza di una delle chiese principali, del MuMi e di un panorama su tutta la città. «Bisognerebbe fare qualcosa anche per la zona di Francavilla alta», dice Rocco Di Girolamo, che insieme al figlio Lorenzo gestisce una tabaccheria su corso Roma. «Abbiamo un problema parcheggi, soprattutto nei mesi estivi dove ci sono i turisti. E poi sarebbe opportuno segnalare con precisione i vari luoghi. La mia tabaccheria è diventata un ufficio informazioni, in cui i passanti vengono a chiedere dove si trovi il museo Michetti. Mi sembra assurdo avere una struttura così importante e non valorizzarla». Poi passa alle strade: «Sono malridotte, specie i marciapiedi. Proprio pochi giorni fa un anziano è caduto qui davanti al mio esercizio. Perché non fare un piccolo servizio navetta per consentire a tutti di muoversi con più facilità in una zona collinare come questa?», conclude Rocco. Poco più in là c'è il bar Duomo, gestito da Loredana: «Guardi lei», esordisce con aria sconsolata, «sembra che noi non facciamo parte di Francavilla. Qui non ci sono servizi, non ci sono giovani, non ci sono attività. Nessuno investe su questa zona. Manca persino la segnaletica». Poi continua: «Da noi non viene nessuno. I turisti, tolti quelli che vengono dalle zone limitrofe per vedere qualche spettacolo, non esistono. Secondo me per rivitalizzare la zona si dovrebbe adottare un modello simile a quello che c'è a Pescara Vecchia, con piccoli negozi e ristoranti aperti la sera. Invece sembra che a nessuno interessi niente». Seduto ad un tavolino del suo bar c'è Sergio, che s'inserisce nel discorso: «Mancano le strutture e in giro c'è degrado. Questa è una zona morta, dove quando alle 19 di sera chiudono la Asl e la Risco cala il silenzio. In giro non vedi più nessuno. Una volta qualcuno aveva proposto una seggiovia, poi non se n'è fatto nulla. La situazione a Francavilla alta peggiora di anno in anno e se qualcuno non interviene temo che sarà sempre peggio». Fabiana invece è la voce fuori dal coro, pur sottolineando alcune criticità: «Dal mio punto di vista questa è una zona bellissima, forse la migliore della città. C'è un belvedere stupendo insieme a tanta storia, come il MuMi e la chiesa di San Franco. Certo, si potrebbe migliorare inserendo un servizio navetta soprattutto per gli anziani e lavorando per risolvere il problema parcheggi, ma devo dire che l'amministrazione Luciani sta facendo molto per tutta la città, rivitalizzandola con interventi importanti e con spettacoli di primo livello, che hanno portato a Francavilla migliaia di persone».
Non la pensa così Rocco Santangelo, seduto su una panchina proprio dietro la chiesa: «Quando Luciani si è insediato gli abbiamo chiesto di potare i pini che ostruiscono la vista dal belvedere: sono passati due anni, ancora non è stato fatto nulla. Una volta qui c'era vita e movimento, adesso tutte le attività hanno chiuso. Dirò di più: anche la delinquenza è aumentata, specie nelle case popolari». Mentre parla indica un parco ben visibile, proprio sotto la chiesa: «Quella è Villa Ricciardelli, all'interno della quale si trova fonte Letizia, dove spesso si andava a prendere l'acqua. Guardi in che condizioni è ridotta», dice allargando le braccia. «Pensi che qualche mese fa sono sono stati avvistati dei cinghiali, tanto che i proprietari sono stati costretti a pulire almeno una parte di rovi ed erbacce». Poi prosegue: «Si potrebbe fare qualcosa per i giovani, come per esempio un campo sportivo. Ma non vedo tutta questa voglia...», conclude con un filo di sarcasmo.