La Asl a caccia di nuovi posti letto Controlli severi, multe da 50 euro

22 Marzo 2020

Sopralluogo con Masci: i palazzetti dello sport e il padiglione Becci potrebbero ospitare i malati

PESCARA. In una città deserta, in cui si vedono file solo davanti ai supermercati e agli uffici postali, è cominciata la ricerca di altri posti letto per la Asl, necessari ad affrontare l'emergenza Coronavirus. E intanto si mira a contenere al massimo la diffusione del virus, con controlli a tappeto da parte delle forze dell'ordine e della polizia municipale, che stanno continuando a denunciare chi non rispetta il decreto Conte e applicando le sanzioni (da 50 euro) per il mancato rispetto dell'ordinanza numero 43 del sindaco, finalizzata a limitare al massimo gli spostamenti. Ieri il primo cittadino, Carlo Masci, e i tecnici dell'azienda sanitaria hanno passato in rassegna una serie di edifici che potrebbero rispondere alle esigenze della Asl per avere a disposizione locali da destinare al Covid 19, non essendo più sufficienti quelli esistenti.
«Siamo stati nei palazzetti di via Rigopiano e vicino allo stadio, nella struttura del porto turistico intitolata a Daniele Becci e nell'area fiere a Fontanelle, visto che c'è la disponibilità di tutti i soggetti coinvolti a mettere a disposizione queste strutture. C'è la necessità di predisporre delle corsie esterne all'ospedale per accogliere altri malati visto che lo Spirito Santo è in grande difficoltà», fa presente Masci mettendo in evidenza la sua preoccupazione che il coronavirus si estenda ulteriormente in città. Proprio per questo, ha scritto «al presidente della Regione Marco Marsilio e all'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì per chiedere di estendere la zona rossa all'area vestina (per ora c'è solo Elice, di questa provincia), considerato che Pescara è un attrattore di persone proveniente da altri comuni per cui c'è il rischio che si estenda il contagio». Sempre per arginare la diffusione del Covid 19 i controlli in strada e nelle attività commercianti continuano in maniera incessante, e lo dimostrano i numeri. Ma continuano anche a ripetersi episodi che hanno dell'incredibile. Venerdì i carabinieri di Spoltore, coordinati da Enrico Bicocca, hanno fatto irruzione in un giardino, a Cappelle sul Tavo, dove era in corso una festa per la nascita di un bambino. La famiglia si era radunata al completo: c'erano 11 adulti più i bambini e il baccano ha attirato l'attenzione dei militari dell'Arma, impegnati nei servizi di monitoraggio promossi a livello provinciale e dalla compagnia, guidata da Antonio Di Mauro. Per gli 11 adulti è scattata la denuncia, non essendo stato rispettato il decreto Conte, così come giovedì sera era scattata la segnalazione per 6 persone che stavano partecipando a una festa di compleanno a Spoltore, sempre all'aperto. E' stato necessario anche allora l'intervento dei carabinieri per interrompere l'allegro ritrovo, allietato dalla musica. Ma di episodi singolari se ne susseguono tutti i giorni e basti pensare che la polizia ha bloccato un giovane in circolazione il quale ha spiegato di dover raggiungere la sua fidanzata, a casa, temendo che la sua dolce metà potesse essere in compagnia di qualcun altro. Una giustificazione che non regge, di fronte alle misure adottate per contenere e prevenire il coronavirus, per cui il fidanzato dubbioso è stato denunciato. Sempre per raggiungere il fidanzato, venerdì pomeriggio una sedicenne si è allontanata dalla sua abitazione, a Pescara, fuggendo dalla finestra del bagno dopo essersi chiusa dentro (e dopo aver sottratto dei soldi ai familiari).
La madre si è rivolta al personale della squadra volante, diretta da Paolo Robustelli, spiegando che la ragazzina non riusciva più a sopportare la lontananza dal fidanzato, e ha interrotto l'isolamento per il Covid 19. In effetti era a casa del fidanzato (maggiorenne) dove l'ha trovata la polizia che l'ha riaffidata alla sua famiglia. E sempre la polizia è intervenuta davanti a una chiesa, nei giorni scorsi, perché era in corso la benedizione di una salma e, per questo, si era creato l'assembramento di decine di parenti sul sagrato. Il numero delle persone controllate dalle forze dell'ordine resta molto alto, in provincia. Venerdì sono state 804 le persone fermate dalle pattuglie (i dati sono della Prefettura) e 71 sono state denunciate per il mancato rispetto del decreto "Io resto a casa", mentre le attività commerciali controllate sono state 141. A Pescara, dove gli spostamenti sono stati contenuti con una ordinanza del sindaco, la polizia municipale ha eseguito, solo nella giornata di ieri, 289 controlli: le violazioni all'ordinanza sono state tre, quelle al decreto Conte otto, il che vuole dire che «c'è stata una risposta totale della città», commenta Masci, e sono sempre di meno quelli che non rispettano le regole. Ma «dobbiamo evitare», conclude il sindaco, «che ci siano momenti di socializzazione, che le persone si incrocino». E per questo rinnova l'appello ad andare alle Poste «solo per operazioni indifferibili e urgenti».