sanità

La Asl di Pescara: “finite le opere del Pnrr”. Blasioli ribatte: “non è vero, ecco le foto”

19 Luglio 2026

Il consigliere Pd: festa all’ospedale di San Valentino, ma non è pronto e manca pure l’ossigeno

PESCARA

Due documenti della Asl di Pescara, datati 30 giugno 2026, attestano che i lavori finanziati dal Pnrr all’ospedale di comunità di San Valentino e alla casa di comunità di Scafa sono finiti in tempo, cioè proprio entro il 30 giugno scorso; con una serie di fotografie scattate il 16 luglio, durante due visite ispettive nelle strutture sanitarie, il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli denuncia che «quei lavori sono ancora in corso». Il caso è al centro di un’interpellanza che sarà discussa all’Emiciclo «sperando», dice Blasioli, «che arrivino risposte vere. Nel frattempo, continuerò a verificare gli atti degli altri ospedali e case di comunità, auspicando che i fondi Pnrr persi vengano presto sostituiti da fondi regionali per la realizzazione di queste strutture».

Le foto dell’ospedale di San Valentino, già inaugurato con il classico taglio del nastro, mostrano un trapano vicino ai letti, arnesi da lavoro sulle sedie, scatoloni, controsoffitto ancora smontato e perdite d’acqua sul pavimento: «Mancano anche i 20 dispositivi di somministrazione dell’ossigeno», dice Blasioli, «in questa situazione assurda non c’è traccia di un solo ricoverato ma l’ospedale dovrebbe ospitarne fino a 20». Il verbale Asl dice: «L’opera è stata completata» e «i servizi sono attivi a partire dalla data 30/06/2026». Anche le foto di Scafa sembrano quelle di un cantiere aperto con una ruspa in azione, la pavimentazione assente e cumuli di materiali sparsi a terra: «La struttura non è pronta e non è operativa», precisa Blasioli. Invece, il verbale della Asl dice che «l’opera è stata completata» e «i servizi della casa di comunità sono attivi».

L’ospedale di comunità di San Valentino si trova al secondo piano di un polo sanitario già presente: l’appalto da 2,2 milioni di euro prevedeva la riqualificazione di tutto l’edificio ma finora è stato riconsegnato soltanto il secondo piano. Secondo la dichiarazione di attivazione dei servizi della Asl, i lavori sono già finiti da almeno due settimane. «Stanze vuote, corridoi deserti, letti ammassati al centro della stanza. In sottofondo rumore di cantieri attivi, che rivelano lavori ancora in corso. E ancora impalcature, tubi scoperti e perdite d’acqua. È quello che abbiamo trovato nell’ospedale di San Valentino», dice Blasioli, «un edificio fantasma, senza nessun ricoverato e con pochissimo personale, fermo in attesa che qualcosa si muova. Eppure qui, in questi spazi, poche settimane fa tutto il centrodestra abruzzese in pompa magna ha inaugurato la struttura parlando di svolta, trionfo, risposte concrete e altre chiacchiere».

Blasioli racconta la sua visita a San Valentino: «Basta recarsi nella struttura, come abbiamo fatto noi, per trovare aree di cantiere intercluse al passaggio delle persone, ponteggi, operai al lavoro sulle parti interne. Poiché anche questi lavori facevano parte del finanziamento del Pnrr per l’ospedale di comunità, non essendo stati completati, bisognerà comprendere a carico di chi saranno – immaginiamo della Asl – e con quali risorse saranno pagati. Stupisce tuttavia trovare operai ancora al lavoro anche al secondo piano, quello inaugurato e che, stando alla dichiarazione del direttore generale della Asl, dovrebbe essere già attivo e operante a pieno servizio». Il consigliere Dem mostra le foto e dice: «Le stanze hanno i nuovi letti, tutti accentrati nel mezzo delle stanze vuote. Ci sono pozzanghere d’acqua a terra, operai ancora a lavoro sull’impianto elettrico, mancano doccini e rubinetti nei bagni, ma soprattutto mancano dotazioni strumentali e tecnologiche quale per esempio l’apparecchio radiologico portatile e le carrozzine, delle quali viene assicurata la presenza nell’allegato alla delibera Asl 1.036 del 30 giugno 2026». Blasioli cita un’altra delibera: «Nella delibera 1.022 del 30 giugno, con la quale viene organizzata la turnazione aggiuntiva dei medici per la prima fase di attivazione, si afferma che questa sarebbe dovuta partire dal 15 luglio ovvero dalla data di effettiva presenza dei pazienti. Dunque, al 30 giugno esisteva l’ipotesi di portare i pazienti nell’ospedale dal 15 luglio, ipotesi che non si è verificata, a testimonianza di una situazione effettivamente ancora precaria e di una struttura ancora da completare. L’ospedale non è assolutamente pronto», dice il consigliere, «e a mio avviso è difficile che l’opera possa essere conforme alle previsioni del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis)».

Nell’ospedale senza pazienti c’è il personale: «Con delibera 978 del 26 giugno, la Asl ha assunto 8 infermieri, 6 oss e un fisioterapista, con contratto a tempo determinato fino al 31 dicembre. Nel corso della visita ispettiva, abbiamo riscontrato che il personale è effettivamente presente dal 1° luglio, ma non riusciamo a spiegarci cosa faccia, visto che i lavori sono ancora in alto mare e di ricoverati non si vede l’ombra».

A Scafa, dice Blasioli, «mancano cartelli di cantiere, ma gli operai sono al lavoro sotto il sole senza sosta, come ho verificato di persona, sugli allacci fognari, anche se la casa di comunità doveva essere terminata il 30 giugno e dalla documentazione risulta operativa a quella data. La struttura invece non è operativa, è evidente che sia solo uno scatolone vuoto, nonostante la delibera Asl 1.031 del 30 giugno affermi il contrario. Una dichiarazione che si scontra con i lavori in corso, dei quali abbiamo avuto prova diretta. Non si trovano neanche le apparecchiature per la diagnostica di primo livello e i servizi per la telemedicina, che pure dovrebbero essere presenti. Dall’accesso agli atti al Dipartimento Sanità», chiude Blasioli, «risulta inoltre il verbale di ultimazione dei lavori, certificato dal direttore dei lavori il 26 giugno, che sicuramente ci sembra un po’ in contrasto con quanto visto e fotografato».