La Asl dice addio ad Airone dopo 15 anni

7 Giugno 2014

La cooperativa non si occuperà più del centro di salute mentale. Il direttore Di Berardino: il nostro lavoro non va disperso

PESCARA. Ha rappresentato, per quasi quindici anni, un fiore all'occhiello nel campo della psichiatria ma, nonostante questo primato, la Asl di Pescara ha deciso di non rinnovargli l'appalto. Parliamo del servizio del centro diurno casa famiglia del centro di salute mentale sud per il disagio mentale, gestito dal 1999 fino a questo mese, dalla cooperativa sociale L'Airone.

«I lavori che abbiamo prodotto in questi anni», spiega Carlo Di Berardino, supervisore dell'attività del centro e direttore della scuola di psicoterapia cognitiva comportamentale, «sono un punto di riferimento per la riabilitazione psichiatrica a livello nazionale, anche per aver introdotto la meditazione nel programma terapeutico per la cura delle psicosi, come testimoniano le numerose pubblicazioni su riviste di settore. Il nostro centro diurno è stato il primo a nascere nel territorio abruzzese e a introdurre un programma riabilitativo che preveda il monitoraggio dei risultati clinici secondo una metodologia Evidence Based. Ma nonostante questo, a fine 2013 la Asl ha assegnato il servizio a una nuova cooperativa che prenderà il nostro posto entro la fine del mese di giugno».

Di Berardino, con il suo gruppo di lavoro, sta continuando ad approfondire queste tematiche sulla “consapevolezza”. La collaborazione con Nitamo Montecucco, titolare del progetto Gaia sulla consapevolezza, che sarà ospite a Pescara il giorno 18 giugno, proseguirà a malincuore senza la partecipazione degli utenti del centro diurno e della casa famiglia, ai fini della ricerca per la promozione del benessere psicofisico.

Il 18 giugno ci sarà la presentazione del programma del master e dei risultati prodotti in questi anni dall'attività dello staff della cooperativa L'Airone. Una coop che ha anche gestito, praticamente a proprie spese visto il risicato compenso della Asl, i cosiddetti Gruppi appartamenti, due strutture sorte a livello residenziale con otto posti letto circa dieci anni fa, determinanti nel garantire l’autonomia e una migliore qualità della vita, evitando inutili e costosi ricoveri agli ex pazienti che hanno terminato il ciclo riabilitativo.

«Ci siamo aggiudicati», ricorda Di Berardino, «la gestione di questo servizio nel 1999 poi prorogata fino al 2007, poi abbiamo rivinto la gara nel 2008 fino a fine 2013, ma la Asl ha valutato più interessante il progetto presentato da un'altra cooperativa rispetto al nostr». Con la cessazione di questo servizio, oltre agli otto posti letto, sono a rischio anche i posti di lavoro dei circa quindici operatori della cooperativa L'Airone. Inoltre l'utenza, quasi trentacinque pazienti, è rimasta disorientata perché non sa cosa gli accadrà. «Alla Asl», conclude Di Berardino, «chiediamo di non disperdere quanto fatto finora perché è importante dare continuità a un lavoro che ha anche interesse scientifico».

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