La Asl dà l’allarme per i giovani «Contagi in continuo aumento»

L’ultima relazione inviata al sindaco indica un incremento del Covid da un mese nella fascia 6-19 anni Si è stabilizzato il contagio tra i più piccoli, i medici consigliano di mantenere chiuse le scuole materne
PESCARA. Riaprire le scuole dell’infanzia? È «fortemente sconsigliato». Questo il parere della Asl sulla ripresa delle attività didattiche in presenza, un parere fondamentale per l’adozione del provvedimento di sabato del sindaco, che ha sospeso le attività in presenza delle materne fino al 21 marzo. Le indicazioni della Asl sono riportate nel verbale di una riunione dei dirigenti dell’Azienda sanitaria che, nella giornata di sabato, ha scattato una fotografia dell’esistente e dato indicazioni sul da farsi. La sintesi di quel verbale è la premessa dell’ordinanza numero 35 del sindaco Carlo Masci, firmata proprio sabato, ed è stata riportata dal primo cittadino su Facebook, in risposta agli attacchi subiti per la scelta di mantenere chiuse le scuole materne.
«Fino a quando non si avrà uno stabile trend in decrescita dei contagi nella popolazione generale, è fortemente sconsigliata la riapertura delle comunità e, in particolare, anche di quella infantile», dice esplicitamente il verbale. Prima ancora, il documento indica l’andamento dei contagi, che ha fatto registrare un continuo incremento nella fascia di età compresa tra i 6 e i 19 anni mentre per i bimbi fino a 6 anni c’è stata una stabilizzazione, che coincide con la chiusura delle scuole materne. «Dal primo febbraio al 12 marzo», scriveva la Asl, «si sono registrati in provincia di Pescara 6.451 nuovi casi. Di questi, 251 hanno riguardato la fascia di età 0-5 anni (il 3,9% del totale)», mentre «la fascia di età 6-19 anni ha registrato, nello stesso periodo, 969 casi, pari al 15,0% del totale». E questi dati vanno letti, specifica la Asl, tenendo conto «della maggiore ampiezza del campione compreso tra 6 e 19 anni rispetto a quello 0-5 anni, quest’ultimo di gran lunga numericamente inferiore rispetto al primo».
Tra il primo febbraio e il 12 marzo, proseguiva la Asl nella sua relazione, si è verificato «un continuo incremento nella fascia di età scolare 6-19 anni, mentre la fascia di età 0-5 anni, dopo un incremento a fine febbraio, sta mostrando una stabilizzazione, coincidente in termini temporali con la chiusura anche delle scuole materne. La proporzione di casi nella fascia di età 0-5 anni rispetto al totale dei casi giornalieri ha visto un incremento nell’ultima settimana di febbraio» e proprio questo segno più nei contagi, prosegue la Asl in uno dei passaggi chiave della sua relazione, «deve indurre a valutare attentamente le misure idonee a limitare la diffusione del contagio, prevedendone di ulteriori, senza con questo far venir meno quelle già in essere». Come dire, nessun passo indietro nelle misure di contenimento ma, semmai, se ne rendono necessarie altre. Questo perché «i dati provenienti dall’osservazione dell’ultima settimana non possono essere considerati sufficienti a far venir meno le misure fino ad ora adottate che, invece, necessitano di un ulteriore periodo di osservazione dell’andamento pandemico prima di valutare una diversa, eventualmente meno restrittiva, modalità di prevenzione». Di qui le scelte del Comune che già venerdì, nel corso di una riunione promossa dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo con altri sindaci, forze dell’ordine, Ufficio scolastico e Asl – nelle persone di Giustino Parruti e Ildo Polidoro – aveva ricevuto la richiesta della stessa Asl di sospendere l’attività in presenza anche nelle scuole dell’infanzia. Stessa richiesta per Montesilvano, Spoltore e Città Sant’Angelo. E sempre in quella riunione è stato illustrato l’andamento della situazione epidemiologica con il sovraccarico dei servizi ospedalieri.

