La Asl multa i dirigenti che litigano con il pubblico

23 Giugno 2017

Approvati i nuovi codici disciplinari: sanzioni di 500 euro per gli alterchi in ufficio Scatta la sospensione senza stipendio in caso di ingiurie contro i vertici aziendali

PESCARA . Multe da 200 a 500 euro per i dirigenti della Asl in caso di litigi con il pubblico, sospensione dallo stipendio se si timbra il cartellino e poi si abbandona il posto di lavoro oppure per «atti, comportamenti e molestie anche sessuali» e poi divieto di accettare regali per favorire le pratiche e rischio licenziamento per troppe assenze ingiustificate. La Asl di Pescara dà una stretta ai dirigenti e ai dipendenti infedeli: il direttore generale Armando Mancini ha approvato i nuovi codici disciplinari del personale. Che dettano regole ferree all’ospedale e negli uffici.
I codici, uno per i dipendenti e l’altro ancora più stringente per i dirigenti, si aprono con una dichiarazione di principio: «Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’attività amministrativa nonché quelli di leale collaborazione, di diligenza e fedeltà anteponendo il rispetto della legge e l’interesse pubblico agli interessi privati, propri e altrui». Poi, i doveri e i divieti. All’apparenza normali e superflui ma che, invece, è stato necessario mettere nero su bianco. Come «rispettare l’orario di lavoro»; «durante l’orario di lavoro mantenere nei rapporti personali e con gli utenti una condotta uniformata a principi di correttezza e astenersi da comportamenti lesivi della dignità personale»; «non attendere durante l’orario di lavoro ad occupazioni non attinenti al servizio», come per esempio guardare Facebook con il telefonino.
Per i dipendenti, si introduce una multa «non superiore a 4 ore di retribuzione» in caso di «inosservanza delle disposizioni di lavoro» su orario e assenze, «condotta nell’ambiente di lavoro non conforme ai principi di correttezza verso superiori o altri dipendenti o nei confronti di utenti terzi», «negligenza nell’esecuzione dei compiti assegnati», «insufficiente rendimento», «rifiuto di assoggettarsi a visite personali». Anche per i dirigenti entra in vigore la multa da 200 a 500 euro in caso di «alterchi negli ambienti di lavoro anche con utenti o terzi», «comportamento negligente nella compilazione, tenuta e controllo delle cartelle cliniche e referti», «violazione dell’obbligo di astenersi dal chiedere o accettare compensi, regali o altre utilità in connessione con l’espletamento delle proprie funzioni», «inosservanza del divieto di fumo».
I codici introducono anche la possibilità della sospensione dal servizio «con privazione della retribuzione» fino a 6 mesi in caso di «dichiarazioni false», «minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o verso l’azienda o dei componenti della direzione aziendale», «tolleranza di irregolarità in servizio», «atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori nei confronti di dirigenti o altri dipendenti», «atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della persona».
Novità per i casi di «falsa attestazione della presenza in servizio accertata in flagranza» attraverso le telecamere o controlli sui cartellini: in questi casi scatta la sospensione «in via immediata». La sospensione cautelare è possibile nei casi di procedimenti penali: la sospensione è obbligatoria nei casi di misure restrittive della libertà personale o facoltativa nei casi di indagini.
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