«La Asl sospenda il declassamento del San Massimo»
PENNE. Il sindaco di Penne Mario Semproni ha chiesto un incontro urgente al direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini. Un confronto per individuare un percorso alternativo al...
PENNE. Il sindaco di Penne Mario Semproni ha chiesto un incontro urgente al direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini. Un confronto per individuare un percorso alternativo al declassamento del presidio ospedaliero San Massimo. La struttura ospedaliera pennese, dal prossimo primo giugno, come stabilito dalla riforma sanitaria regionale, sarà declassata a ospedale di area disagiata, perdendo di conseguenza reparti e servizi.
«La scelta operata dai vertici della Regione non sarà supinamente accettata né da me, in qualità di sindaco di Penne, né dalla comunità vestina. La scelta del declassamento peraltro promossa con l'illusione di razionalizzare la spesa nel comparto sanitario regionale a danno degli utenti», spiega ancora Semproni. «Con questa strategia si rischia di indebolire solo il diritto alla salute dei cittadini dell'area vestina, già penalizzati per l'assenza di idonee infrastrutture stradali di collegamento con la costa. Ricordo che recentemente i sindaci dei Comuni dell'area vestina hanno sottoscritto un documento politico nel quale hanno invitato i legislatori regionali a sospendere - attraverso l'intervento del Consiglio regionale - gli effetti del Piano di riqualificazione del sistema sanitario abruzzese 2016-2018. I numeri per fermare questo scempio ci sono. Le chiedo», conclude Semproni nella lettera inviata a Mancini «un incontro urgente al fine di stabilire un percorso alternativo al declassamento giuridico e sanitario del San Massimo di Penne». Anche il presidente dell’associazione Salviamo l’ospedale di Penne, Nicola Spoltore, ha detto la sua sull’imminente declassamento del San Massimo. «Dal 1° giugno la Geriatria verrà chiusa, ma non per ferie del personale. Nella struttura prevista di “ospedale di zona disagiata” - attacca il presidente dell’associazione - c'è infatti un solo reparto (unità operativa complessa) ed è quello di Medicina, con 28 posti letto di cui 4 da lasciare per il day surgery e il week surgery, uniche forme in cui si potranno eseguire interventi ambulatoriali. Per il resto ci sarà qualche servizio ambulatoriale e, finora, nulla si vede riguardo ai millantati posti di Riabilitazione (già concessi ai privati). Già da tempo molti pazienti anziani sono “appoggiati” altrove e la situazione andrà, com’è prevedibile, a peggiorare. La nostra associazione è nata con l'unico scopo di difendere il San Massimo e riavere un ospedale degno di questo nome».
Francesco Bellante

