La Asl tratta con Pierangeli 4 milioni per l’ex Baiocchi

13 Gennaio 2016

Parte l’operazione di acquisto dell’immobile: D’Amario vuole risparmiare quasi 500 mila euro all’anno di affitto, ma l’ultima parola sarà del successore

PESCARA. È un affare tra i 3 e i 4 milioni di euro quello che la Asl di Pescara vorrebbe concludere con l’imprenditore della sanità privata Luigi Pierangeli. In ballo c’è l’ex clinica Baiocchi, lungo la Nazionale, che ospita il distretto sanitario di Pescara Nord. Un immobile di 6.490 metri quadrati di proprietà di una società di Pierangeli, la Azimut, che da 9 anni è stato dato in affitto alla Asl per una cifra che supera i 420 mila euro all’anno. La trattativa riservata emerge da un documento della Asl, il piano degli investimenti 2016-2018 che è stato approvato dal direttore generale Claudio D’Amario. Un’operazione immobiliare già avviata ma non è detto che si concluderà e quando: «Nelle more dell’acquisizione dell’immobile», così recita la delibera della Asl che ha dato il via libera alla proroga dell’affitto dell’ex Baiocchi per altri 9 anni a un costo di 420 mila euro annuali più Iva. La spesa dell’affitto per 9 anni sfiorerebbe i 5 milioni di euro.

Ma c’è anche dell’altro che potrebbe ritardare la conclusione della compravendita: D’Amario assumerà a breve l’incarico di subcommissario alla sanità in Campania e lascerà la direzione generale al successore più accreditato, il neurologo Armando Mancini. Sarà proprio Mancini, dunque, a decidere cosa fare: portare avanti l’iniziativa di D’Amario o fermarla.

Il piano di D’Amario ha un obiettivo dichiarato: abbattere il costo degli affitti che incide per milioni di euro sui conti della Asl. È la stessa ragione che ha portato il direttore generale ad acquistare un altro immobile nel 2014, poi finito al centro delle polemiche politiche e di un’inchiesta giudiziaria ancora aperta cioè il palazzo di via Rigopiano che è stato pagato 3 milioni di euro dall’imprenditore Ermanio Cetrullo e che avrà bisogno di altri 4 milioni di lavori per rimetterlo a posto.

Secondo D’Amario, tagliando la spesa degli affitti, si potrebbero liberare risorse per lavori negli ospedali di Pescara, Penne e Popoli: fondi che sono stati già stanziati nel piano triennale delle opere pubbliche della Asl, l’ultimo della gestione D’Amario che dura dal 2009.

Nell’elenco dei lavori, spicca la ristrutturazione dell’ex polo materno infantile nella palazzina rossa di via Paolini, finito al centro di un’inchiesta giudiziaria nel 2010 per un presunto appalto gonfiato che, 5 anni più tardi, è sfociata tra le assoluzioni: il piano triennale ha stanziato 2,6 milioni di euro per costruire «un ospedale mamma bambino», così l’ha definito D’Amario all’inaugurazione del nuovo blocco parto al quarto piano dell’ospedale.

Tra gli lavori, ci sono la ristrutturazione del Pronto soccorso di Pescara e del Centro trasfusionale che sarà sopraelevato, i lavori di adeguamento dei locali per due nuove risonanze magnetiche, una a Pescara e una a Popoli, interventi nei distretti sanitari di Scafa e in quello ancora in costruzione di Montesilvano dove saranno spesi circa 280 mila euro per la scala antincendio e un ascensore. Tra le ristrutturazioni in programma, ci sono quelle di Anatomia patologica, del laboratorio Analisi e dei laboratori di Virologia, a Pescara, degli ambulatori di Dialisi e Gastroenterologia a Penne e la realizzazione del reparto di Riabilitazione a Popoli.

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