La band che scuote la politica tra satira pungente e vignette: sono tutti pazzi per i 99cosse

Dalle imitazioni del sindaco alla critica cittadina, ecco chi c’è dietro il gruppo: «Ci lasciamo ispirare dall’attualità, ma il Consiglio comunale è meglio di Nteflix»
PESCARA. Tra goliardia universitaria e satira politica, i 99 Cosse sono diventati la rassegna stampa dell’anima pescarese. Nati negli anni ’90 tra aule universitarie e parodie musicali, oggi raccontano la città, la politica e i suoi tic con una ironia affilata. Ma dietro le vignette al veleno che fanno il giro del web (e della città) c’è un gruppo affiatato di pescaresi, guidato da Michele Mastandrea, voce e conduzione radio. Ma sul palco non è solo: ci sono anche Fabrizio Camplone al basso, Angelika Davidova alla voce, Marco Di Pietro alla batteria. Poi ci sono Mr. Element, dj e regia radio, e per il radio show in onda sui social e YouTube William Gelsumino, Fausto Verdecchia e Lucio Rasetti. Tanti volti, tante personalità che Michele, ormai noto sul web per le sue passeggiate a Zanni con il cane Gilda, ben riassume.
E alla fine il Centro è arrivato da voi. Nel vostro radioshow avevate previsto questa intervista.
(ride) «Beh sì, fa molto piacere. Aspettare o non aspettare. Eccoci qui».
Ma chi c’è dietro i 99 Cosse?
«Ti devo fare tutto il pippone?»
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