La battaglia dell’acqua divide il centrodestra

27 Ottobre 2024

FdI, Forza Italia e Lega si contendono la poltrona all’Ersi che blocca le nomine

PESCARA. Si dice che un bicchier d’acqua non si neghi a nessuno. Tranne in un caso. Se in ballo, infatti, c’è la poltrona dell’Ersi, l’Ente regionale per il servizio idrico integrato, quel bicchiere può spaccare un’intera maggioranza regionale.
Accade questo dietro le quinte del centrodestra abruzzese che, alle 10 di domani, farà l’ultimo tentativo per siglare l’accordo sulla spartizione degli enti e della società partecipate o vigilate dalla Regione.
I tasselli sono tanti ma tutti, tranne uno, sono stati piazzati al loro posto, secondo un criterio che va oltre il manuale Cencelli perché Fratelli d’Italia, l’azionista di maggioranza, ha ceduto agli alleati alcune poltrone che di regola le spetterebbero. Ma sull’Ersi non tratta né con Forza Italia né con la Lega che ci puntano entrambe.
IL BUCO NELL’ACQUA?
All’ultima riunione che precede il Consiglio regionale di mercoledì, quasi interamente dedicato alle nomine negli enti vigilati di competenza dell’organo legislativo, parteciperanno i segretari regionali dei tre partiti che si contendono il “bicchiere d’acqua”, ovvero il senatore di FdI, Etelwardo Sigismondi, il deputato di FI, Nazario Pagano, presidente della Prima Commissione Affari Costituzionali, e il sottosegretario di Stato, Luigi D’Eramo. Dall’esito del vertice di maggioranza dipenderanno quindi le due tappe successive: la prima, anch’essa cruciale, è prevista per martedì prossimo quando il presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, convocherà la Capigruppo per decidere il da farsi sulle terne da nominare nelle partecipate, dopo aver ascoltato anche le opposizioni del Patto per l’Abruzzo, guidate da Luciano D’Amico, che dovranno presentare l’elenco dei 14 nomi che spettano alla minoranza.
Se quindi domani Fdi, FI e Lega, sigleranno la pace dell’acqua, la partita delle nomine potrebbe chiudersi già martedì con le deleghe a Sospiri, che, come accade da sempre, firmerà i decreti. Se invece la battaglia dell’Ersi sarà un buco nell’acqua, le nomine arriveranno dritte nell’aula del Consiglio regionale di mercoledì in un clima da roulette russa.
ECCO LA SPARTIZIONE.
Manca solo quel tassello per completare l’intero mosaico – con qualche altro piccolo punto ancora da limare – che stiamo per svelare.
Fratelli d’Italia, infatti, si prende l’Arap, l’Azienda regionale per le attività produttive (per ora commissariata a tempo determinato, fino al 2026, da Mario Battaglia); l’Arap Servizi; la società di trasporto merci su rotaie Sangritana; tre Ater su cinque; Abruzzo Progetti; un’Adsu, Azienda universitaria per il diritto allo studio (punta su Teramo); e il Difensore civico. Aggiungiamo con un punto interrogativo all’elenco sia l’Ersi, per i motivi esposti prima, sia la Saga, la società che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo, al centro di una contesa tra i meloniani di Marsilio e i forzisti di Pagano.
Ma in questo caso, come ha sapientemente suggerito all’alleato il segretario di Fdi, Sigismondi, la scelta sarà fatta sulla base dei profili professionali. Che però è come dire che Fratelli d’Italia ha già individuato un pezzo da Novanta da mettere in campo.
Passiamo a Forza Italia che, a sua volta, manterrà saldamente nelle proprie mani la Tua, la società per il trasporto pubblico regionale; un’Ater e un’Adsu (vuole Pescara); Ersi e Saga sempre con i punti interrogativi; i Garanti dell’infanzia e dei detenuti e il Corecom, l’organo di governo, garanzia e controllo sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale.
Il quadro si completa con la Lega che mantiene la Fira, cioè la Finanziaria regionale abruzzese; l’Arta, Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente; l’Arap Energia e un subcommissario in Arap; quindi l’Agenzia sanitaria regionale; un’Ater (non si accontenta di Lanciano ma vorrebbe Teramo) e un’Adsu (punta all’Aquila). Infine l’Ersi con il solito punto interrogativo. (l.c.)
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