La battaglia di Antonella, paladina dei diritti negati

9 Marzo 2023

Un incidente la costringe a vivere da oltre 50 anni su una carrozzella: ma lei è tenace Da avvocato lotta contro le pubbliche amministrazioni che non tolgono gli ostacoli  

CHIETI. La forza delle donne, spesso, è nella loro tenacia. Nella caparbietà con cui mordono la vita, senza mai scendere a patti con il destino. È capitato anche ad Antonella Bosco, avvocato di Chieti: a soli 14 anni un incidente in casa l'ha costretta sulla sedia a rotelle. E ha cambiato, per sempre, il suo destino. Ma Antonella non si è arresa cavalcando i suoi sogni, nonostante tutto. Oggi, professionista di successo, con alle spalle anche un'esperienza in politica, rivendica l'abbattimento delle barriere architettoniche come «atto di civiltà». Una presa di coscienza che fa fatica ad attecchire persino nella Pubblica amministrazione. Il tema sarà al centro di un convegno, organizzato da lei e in programma il prossimo 30 marzo, nella sala della Provincia, a Chieti.
UNA VITA A ROTELLE.
La definisce «una battaglia in nome della libertà di movimento», quella per l'abbattimento delle barriere architettoniche.
Antonella, l'avvocato dei diritti negati, è in prima linea per garantire, anche a coloro che non possono muoversi autonomamente, un futuro migliore. Da più di 50 anni vive in carrozzella, da quando nel 1971, a soli 14 anni, ha incrociato il destino avverso sulla strada dell'adolescenza.
«Sono diventata paraplegica», racconta Antonella, «cadendo da una finestra mentre chiudevo entrambe le imposte. L'impatto con la disabilità è stato violento, ma tra fare la disabile assistita o tentare di essere una persona normodotata ho scelto la seconda soluzione, cercando di conquistare sempre più spazi di autonomia e libertà». Era l'inizio degli anni Settanta, «un'epoca in cui il problema delle barriere architettoniche non era preso in considerazione».
LA PRIMA LEGGE.
Proprio al 1971 risale la legge 118 per l'abbattimento delle barriere. «Ci sono voluti sette anni per arrivare, nel 1978, al primo regolamento di attuazione della legge da parte della Pubblica amministrazione», ricorda Bosco, «a quei tempi c'era poco interesse per la materia. Quando sono andata a Bologna a studiare legge e ho visto i primi scivoli per i disabili mi sembrava impossibile. Un'anomalia rispetto alla realtà dalla quale provenivo».
Con una laurea in giurisprudenza in mano, Antonella è tornata nella sua Chieti dove, oltre a coltivare la professione di avvocato, si è dedicata ai più deboli, in particolare alle donne. «Sono stata tra le fondatrici di Telefono rosa», dice, «e ho sempre cercato di dare un contributo a favore di chi si trovava in una situazione di debolezza o difficoltà».
LA CONQUISTA DELLA FELICITà. Antonella voleva una vita normale e così è stato. «Può sembrare assurdo che una donna paraplegica dica di essere fortunata», spiega, «ma la vita mi ha regalato molto: una famiglia d'acciaio che per me è stata un sostegno fortissimo, una quantità di amici che mi hanno colmato di attenzioni e la realizzazione del sogno di diventare avvocato: nel mio lavoro ho sempre messo molto impegno, anche se un po' di fortuna ci vuole».
Dal 2005 al 2008 è stata consigliere regionale, con la giunta Del Turco, rivestendo il ruolo di presidente della V commissione affari sociali e tutela della salute. «Da sempre porto avanti la battaglia per l'affermazione dei diritti dei più deboli», sostiene, «nel 2004 proposi un ricorso contro il Comune di Chieti a proposito della realizzazione di un'opera non conforme. Troppo spesso la pubblica amministrazione è sorda alle esigenze dei disabili, ignora il problema delle barriere architettoniche: un atteggiamento che nasce anche dalle modalità di applicazione delle leggi, da parte dei tecnici, non sempre corrette».
RESPONSABILITà PENALE.
Nasce con queste finalità il convegno promosso per il 30 marzo, a Chieti: sensibilizzare la pubblica amministrazione e, soprattutto, i tecnici al tema della disabilità e delle possibili conseguenza, sul piano penale e di risarcimento erariale, che possono derivare dalla mancata o dall'errata applicazione delle leggi in materia di abbattimento delle barriere architettoniche.
«È un segno di civiltà da cui non possiamo esimerci», evidenzia l'avvocato Bosco, «un problema che i disabili vivono in prima persona e che interessa, stando ai dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, oltre il 20 per cento della popolazione, includendo le disabilità temporanee, quelle sensoriali, e patologie invalidanti come broncopatie e cardiopatie».
Al convegno prenderanno parte relatori di spessore come Anna Rita Mantini, procuratore aggiunto presso la Procura di Pescara, Luigi D'Angelo, consigliere della Corte dei conti per il Lazio, Giuseppe Di Bucchianico, associato di disegno industriale all'Università D'Annunzio, oltre alla presenza dell'avvocato Bosco, organizzatrice dell'evento. È stato invitato a partecipare, in qualità di moderatore, l'ex vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, attuale commissario alla ricostruzione di Ischia.