La Brioni: rilanceremo le vendite Ma i 400 licenziamenti restano

23 Marzo 2016

Penne, la fabbrica d’alta moda presenta il piano industriale al ministero per lo Sviluppo economico Flore annuncia: «Nel 2018 ci sarà una ripresa, ma i tagli servono». Oggi inizia la trattativa in Regione

PENNE. Prosegue la vertenza Brioni. Ieri, nel secondo incontro al ministero dello Sviluppo economico, al quale ha partecipato anche l’amministratore delegato della Brioni Gianluca Flore, è stato presentato il piano industriale della fabbrica d’alta moda pennese di proprietà della holding francese Kering. Alla riunione hanno partecipato il funzionario del ministero Giuseppe Castano, i segretari nazionali dei sindacati Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uill, le segreterie confederali e di categoria Cgil, Cisl e Uil e le rsu dei lavoratori Roman Style e Brioni. Un incontro tra luci e ombre: la proprietà Brioni, con in testa Flore, ha assicurato che gli stabilimenti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova non saranno toccati e che per il 2018 si prevede un aumento di circa il 10% delle vendite: da 31 mila si dovrebbe salire a 35 mila capi venduti. Negli ultimi anni l’azienda di moda vestina ha dovuto fare i conti con un calo delle vendite e con la perdita di alcuni mercati che negli anni passati avevano fatto la fortuna dell’azienda. Da tre anni a questa parte anche lo 007 di James Bond, Daniel Craig, per la famosa saga, ha deciso di abbandonare Brioni per affidarsi al suo concorrente Tom Ford.

Il piano industriale presentato da Brioni al Mise ha rilanciato, però, anche la necessità degli esuberi. Il comparto produttivo, secondo i vertici aziendali, dovrà essere riequilibrato in base alle risposte del mercato.

Inoltre, nella giornata di ieri, mentre a Roma si discuteva il futuro dell’azienda, in fabbrica tutti i lavoratori aderivano al minuto di silenzio e a un’ora di sciopero.

Domani mattina alle 10, in Regione, inizierà la vera trattativa sindacale tra le parti per cercare di trovare tutti gli strumenti, ammortizzatori sociali compresi, necessari a fronteggiare la crisi. Sarà in discussione lo studio di nuovi mercati e nuove idee per cercare di incrementare le vendite.

Oggi intanto negli stabilimenti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova, si terranno delle assemblee convocate dalle rsu e organizzazioni sindacali. Di certo qualora la proprietà Brioni continuasse a sostenere la necessità di di 400 esuberi, su un totale di 1200 lavoratori dislocati sui tre stabilimenti, si verificherebbe un vero e proprio collasso per l’intera area vestina. Secondo un calcolo fatto dai sindacati, sul territorio vestino potrebbero venir meno circa 500 mila euro al mese di stipendi. Per anni, la Brioni ha rappresentato insieme all’ospedale San Massimo di Penne la principale fonte occupazionale del territorio vestino: oggi lo scenario sembra notevolmente cambiato e tantissime famiglie vivono nell’incertezza e con la paura di perdere il lavoro di una vita.

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