La candidatura di Caldora divide il centrosinistra

27 Marzo 2019

Emergono delle perplessità sulla proposta del Pd di puntare sull’imprenditrice Si cercano altri nomi, il vertice previsto per oggi potrebbe slittare di nuovo

PESCARA. A meno di un mese dalla presentazione delle liste elettorali, il centrosinistra non ha ancora individuato il candidato sindaco. La proposta di Deborah Caldora, avanzata dal Pd, non convince tutti gli alleati.
Ieri, infatti, sono emerse forti perplessità dall’ala più a sinistra della coalizione e, secondo alcuni voci, anche le liste civiche si sarebbero mostrate piuttosto fredde. «La figura dell’imprenditrice non corrisponde all’identikit del candidato che abbiamo presentato all’ultima riunione di maggioranza», hanno commentato alcuni esponenti del centrosinistra che preferiscono rimanere anonimi, «inoltre, in passato ha dimostrato di essere più vicina al centrodestra che al centrosinistra». Critico anche il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo. «Torno nella mia città», ha scritto su Facebook, «e leggo sul giornale che una parte del Pd intende candidare a sindaca un’imprenditrice locale. Ho sempre combattuto la subalternità e/o la connivenza della politica cittadina nei confronti dei costruttori. Ora il Pd va oltre, propone direttamente di far governare la città ad un’esponente della categoria di imprenditori che il Comune avrebbe il compito di controllare e regolare».
In questo scenario il Partito democratico ha ripreso la ricerca di altri possibili candidati. Sarebbero state contattate anche persone che fanno parte del mondo universitario e ora si attendono delle risposte.
Per questo motivo il vertice di coalizione, previsto per oggi pomeriggio nella sede del Pd di via Lungaterno, potrebbe slittare di nuovo proprio per consentire al gruppo di lavoro, incaricato di ricercare dei possibili candidati, di presentarsi al tavolo degli alleati con altri nomi. Quello della Caldora, comunque, resta in ballo. Tanto più che l’imprenditrice avrebbe espresso la sua disponibilità a candidarsi alla carica di sindaco. Il Partito democratico spera di far cambiare idea ai dubbiosi e di raggiungere un accordo sul nome della Caldora, in modo da evitare fughe di partiti o liste civiche che hanno già minacciato di correre da soli se il candidato non dovesse convincere.
In particolare, le civiche hanno richiesto discontinuità rispetto all’attuale amministrazione e un candidato credibile che possa portare la coalizione alla vittoria. In caso contrario le liste, che si sono già federate tra di loro, tireranno fuori un loro candidato.
Insomma, la situazione sembra tornata in alto mare. Il Pd non può più contare nemmeno su una ricandidatura del sindaco uscente, perché Marco Alessandrini, dopo essere stato messo da parte dal suo partito, ha annunciato di non essere più disponibile ad un eventuale secondo mandato. Per ora resta spendibile solo il nome della Caldora. Il gruppo di lavoro del Pd, composto dai segretari provinciale e comunale Enisio Tocco e Moreno Di Pietrantonio, dal senatore Luciano D’Alfonso, dal consigliere regionale Antonio Blasioli e dal capogruppo Emilio Longhi, ha già incassato alcuni «no grazie». Uno era del sindacalista Cisl Umberto Coccia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA