«La capacità di intendere era scemata»
Al momento di esplodere quei cinque colpi di pistola contro Yelfry Federico Pecorale aveva «grandemente scemata la capacità di intendere e di volere». È questa la conclusione della psichiatra...
Al momento di esplodere quei cinque colpi di pistola contro Yelfry Federico Pecorale aveva «grandemente scemata la capacità di intendere e di volere». È questa la conclusione della psichiatra Federica Vellante, nominata dal gup per accertare le condizioni psichiche dell’uomo, 30 anni originario di Montesilvano ma residente in Svizzera, che il 10 aprile dello scorso anno, nel locale “Casa Rustì” in piazza Salotto, colpì il giovane cuoco prima con un pugno e subito dopo lo raggiunse con alcuni colpi di pistola, continuando a sparare anche dietro il bancone del locale, con la vittima che era già a terra. La perizia psichiatrica ha accertato che Pecorale è affetto da una patologia mentale strutturata complessa: un disturbo delirante cronico di tipo persecutorio. La conclusione della perizia ha riguardato anche l’accertata pericolosità sociale dell’imputato e il fatto che il suo stato attuale sia tale da non consentirgli «una fattuale e concreta partecipazione al procedimento». Si torna in aula domani proprio per la discussione della perizia.

