La casa confiscata ai rom per i bimbi stranieri soli

31 Dicembre 2019

La villetta diventerà una nuova sede del Sistema di protezione per richiedenti asilo Ospiterà 12 minorenni. Ridotto a 112 il numero degli immigrati da poter accogliere

MONTESILVANO. Una casa sequestrata alla criminalità diventa un luogo di accoglienza e integrazione per i bambini stranieri soli. Accade in via Mincio dove la villetta confiscata a una famiglia rom nel 2017, entrata a far parte del patrimonio immobiliare del Comune a ottobre di quest’anno, diventerà una nuova sede del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), nell’ambito del progetto di accoglienza dedicato ai minori stranieri non accompagnati. La futura destinazione della struttura è contenuta in una delibera approvata ieri dalla giunta del sindaco Ottavio De Martinis attraverso la quale l’esecutivo ha dato il via libera all’utilizzo della villetta per fini sociali. Saranno in particolare 12 i posti a disposizione dei minorenni nella casa di Villa Verrocchio grazie a una rimodulazione del progetto che prevede la sostituzione degli immobili individuati a Picciano ed Elice (6 posti ognuno) con la nuova struttura nelle disponibilità dell’Ente. Questa modifica consentirà da un lato all’Ente di abbattere i costi di gestione, limitando la progettualità al solo territorio comunale, dall’altro di trovare le risorse necessarie per la riqualificazione dello stabile di via Mincio all’interno del finanziamento statale. Ma quella della villetta sequestrata non è l’unica novità in tema di Sprar.
Attraverso lo stesso documento licenziato, l’amministrazione ha approvato anche un’altra rimodulazione legata al numero massimo di immigrati che potranno essere coinvolti. Attraverso la cosiddetta “clausola di salvaguardia”, infatti, in un primo momento Montesilvano poteva ospitare un numero massimo di immigrati adulti pari a 161. Con l’attivazione dello Sprar per i minori, per un massimo di 40 bambini (più altri 12 tra Picciano ed Elice nell’ambito dello stesso progetto), il numero degli adulti è sceso conseguentemente a 121. A oggi, però, per via dell’eliminazione di tale clausola e per la riduzione degli arrivi in città, l’ente ha ridotto a 60 il numero di posti riservato agli adulti, portando a 52 quello dei minori per via dell’assorbimento degli ulteriori 12 posti degli altri due Comuni. Complessivamente, dunque, il numero di immigrati che potranno essere accolti sarà di 112, 49 persone in meno, con una maggiore attenzione nei confronti dei minorenni che, una volta diventati maggiorenni potranno entrare nel sistema degli adulti fino alla loro integrazione definitiva nella società. La rimodulazione del progetto, infine, consentirà di ridurre i costi eliminando dal progetto alcuni immobili attualmente presi in affitto dall’Ente. «Attivare lo Sprar è stata una scelta azzeccata perché ci ha consentito di garantire un’accoglienza sana agli stranieri», commenta il sindaco De Martinis. «Attraverso questa rimodulazione, riduciamo il numero di persone ma soprattutto dedichiamo maggiore attenzione ai minorenni che, in quanto tali, sono una categoria che vogliamo proteggere più di ogni altra e ai quali siamo contenti di garantire un futuro migliore».