La casa del poeta Tontodonati sarà museo

SCAFA. Diventerà un museo della cultura la casa natale di Giuseppe Tontodonati, poeta dialettale e artista poliedrico, nato a Scafa il 2 febbraio 1917 e scomparso 33 anni fa (6 gennaio 1989) a...
SCAFA. Diventerà un museo della cultura la casa natale di Giuseppe Tontodonati, poeta dialettale e artista poliedrico, nato a Scafa il 2 febbraio 1917 e scomparso 33 anni fa (6 gennaio 1989) a Bologna, la città dove negli anni Sessanta viveva e aveva fondato il Cida, Centro internazionale delle arti, con il quale ha aiutato tanti giovani talenti ad emergere in tutte le espressioni artistiche. A questo uomo indimenticato di Scafa, il sindaco, Giordano Di Fiore, intende rendere omaggio con la creazione di uno spazio culturale nella dimora (per anni abitata da privati e oggi chiusa) di corso Primo maggio dove Tontodonati è cresciuto prima di trasferirsi a Pescara con la famiglia e poi nella città dell'Emilia Romagna per lavoro.
«È un progetto a cui tengo tantissimo», afferma il primo cittadino di Scafa, «per onorare la memoria di un grandissimo artista della nostra terra. Il Comune intende acquistare l'abitazione del poeta e adibirla a centro delle arti e della cultura. Abbiamo chiesto un aiuto di 190mila euro alla fondazione PescarAbruzzo e il figlio, Raffaello Tontodonati, ci donerà materiale appartenuto al padre: libri, scrivania, sedie, penne». Nella lettera, firmata anche dal presidente del consiglio comunale, Dino Marangoni, si chiedono fondi per l'acquisto e la ristrutturazione dell'immobile. «È una bellissima notizia, sono molto emozionato», fa sapere il figlio di Giuseppe, Raffaello, autore di un libro sul celebre papà, «non me l'aspettavo, ringrazio il sindaco Di Fiore e gli amministratori per questa sorpresa che onora mio padre che ha trascorso l'infanzia tra Scafa e la contrada Candelora di San Valentino, all'epoca provincia di Chieti. Alle due località era legatissimo e Scafa ha bisogno di darsi una identità culturale che segnerà i destini di tanti giovani talenti del posto, così come un tempo mio padre sostenne i ragazzi della galleria d'arte di via San Vitale a Bologna. Ringrazio anche l'ottico Carlo Di Venanzio e Sergio Masciarelli di Alanno che tanto si sono prodigati per ricordarne la figura». A Scafa, «Le Scafe» come chiamava il paese natìo dove tornava ogni volta che poteva, Giuseppe Tontodonati dedicò un sonetto.(c.co.)

