La casa della droga resta invenduta Inutile lo sgombero

28 Dicembre 2016

Complesso preso di nuovo d’assalto dai tossicodipendenti Ora si studia l’ipotesi di una protezione con filo spinato

PESCARA. Il Piper, un complesso di due fabbricati occupato abusivamente da tossicodipendenti e sbandati, non è stato venduto. L'asta fallimentare per la vendita di questi e altri manufatti non ha portato a nulla e nel frattempo è tornato tutto come prima, con i disperati di sempre che entrano ed escono per drogarsi, nonostante il 16 novembre sia stato effettuato uno sgombero dalla polizia municipale, con il supporto di polizia, carabinieri, e addetti della società Attiva. Quella mattina sono stati portati via dalla «casa della droga» rifiuti e sporcizia in quantità ma il degrado è ancora tutto lì, come ha verificato il curatore fallimentare della Fallimento Mediterranea Life srl, Luca Cosentino, che ha trovato una ventina di persone a bivaccare. Tra loro anche un uomo sistemato in una tenda da campeggio che a novembre non è stato sgomberato perché sottoposto all’obbligo di dimora ma nelle ultime ore sarebbe stato spostato alla Caritas.

La prima asta fallimentare del 21 dicembre, spiega Cosentino, non ha portato a nulla, come prevedibile, se non alla vendita di un garage. Ma in tutto i lotti sono 140, per un valore totale di 9 milioni e 163mila euro, come da valutazione del perito, e tra i locali più prestigiosi c'è un attico sulla parete obliqua dello stabile denominato Saligia, alle spalle del Piper (un milione e 240 mila euro). Per il Piper si è partiti da un valore di circa 4 milioni di euro, così come ha stabilito il perito, e a questo ci si è dovuti attenere per la prima asta. Per la seconda, tra marzo e aprile, la procedura sarà diversa.

«In vista del prossimo appuntamento», spiega Cosentino, posso proporre al comitato dei creditori riduzioni di prezzo e combinazioni di lotti, a seconda della manifestazioni di interesse» ricevute. Fino ad ora sono state «una ottantina le persone che hanno voluto vedere gli uffici per cui, se ci sono soggetti disposti a comprare, potrebbero arrivare diverse offerte cauzionate che, una volta esaminate e selezionate, saranno sottoposte al comitato dei creditori, dopodiché sul piano di liquidazione si dovrà esprimere il giudice». Quindi «prima di aprile non accadrà nulla» ma per salvare il Piper dallo scempio Cosentino ha trovato una soluzione economica cioè «delimitare il Piper con il filo spinato. Ho segnalato l’ipotesi alle forze di polizia e attendo risposta. Non escludo che procederò, per bloccare l'accesso ai malintenzionati. Qui attorno hanno ragione a lamentarsi del degrado».

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