La caserma dedicata al vigile del fuoco eroe

Il comando di viale Pindaro porterà il nome di Berardinucci, due giorni di festa Il ricordo del caposquadra amico: ci penso sempre, ma non potevamo fare di più
PESCARA. Quindici mesi sono passati dall’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio dei fratelli Di Giacomo a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo: «Per me è sempre un pensiero ricorrente», dice Rolando Flacco, caposquadra del turno C di quel 25 luglio 2013, «un chiodo fisso e lo è anche per i colleghi della mia squadra, i primi ad arrivare in quel posto che sembrava bombardato. Pensare che d’ora in avanti il nostro comando porterà per sempre il nome di Maurizio è bellissimo». Da sabato prossimo, la caserma di viale Pindaro sarà dedicata al vigile del fuoco eroe, Maurizio Berardinucci, investito da un’esplosione durante i soccorsi nella fabbrica in fiamme e morto dopo tre mesi di ospedale a Roma, proprio il 26 ottobre dell’anno scorso. Berardinucci, di Montesilvano, aveva 47 anni ed era padre di tre figli: il maggiore seguirà le orme del padre e diventerà un vigile del fuoco; la moglie, Patrizia Colatriani, tiene viva la memoria del marito anche con un’associazione nata per aiutare i bambini.
«Io da caposquadra ripenso a ogni singolo gesto di quel giorno», racconta Flacco, «e mi sono convinto che più di quello che abbiamo fatto non potevamo fare». Il bilancio è stato di altri 4 morti: Alessio Di Giacomo, 22 anni, corso verso il padre Mauro (45) dopo i primi boati e i primi incendi e verso le altre vittime, Federico (50), e Roberto (39).
«In quell’inferno, sarebbe potuto andare soltanto peggio», dice Flacco, «è vero che abbiamo perso tutti un amico, un grande amico, uno con cui abbiamo diviso le nottate, ma le esplosioni successive sono state improvvise, anzi di più». Alla cerimonia, dalle 9 di sabato, arriveranno i vertici dei vigili del fuoco: il sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci, il capo dipartimento del corpo nazionale, prefetto Alberto Di Pace, il vice capo dipartimento Gioacchino Giomi, il direttore regionale dei vigili del fuoco Giorgio Alocci. «Il ricordo di Berardinucci ci dà soddisfazione», dice Flacco, «ora speriamo che anche il resto della squadra che ha riportato danni e sta ancora pagando per le ferite riportate abbia la necessaria tutela». Non è polemica, solo constatazione dei fatti: «Siamo ancora costretti a visite mediche», afferma.
Intanto, si preparano due giorni di festa, domani e sabato: «L’iniziativa», spiega il comandante dei vigili del fuoco di Pescara, Pietro Di Risio, «vuole mettere in risalto l’impegno e la qualità del lavoro svolto che da sempre contraddistinguono i vigili del fuoco. Sarà l’occasione per tributare a tutti gli appartenenti al corpo un riconoscimento per la quotidiana vicinanza ai cittadini, per la competenza professionale, silenzioso sostegno risolutivo ed efficace in tutte le situazioni, anche le più critiche e difficili, in Italia e all’estero, a garanzia della sicurezza». Svelata anche una scultura, fatta da un vigile del fuoco coordinatore in servizio a Pescara, Arcangelo Carbone: l’opera si chiama “Come una fenice” e ritrae un pompiere che soccorre senza paura e con lo spirito di chi pensa che dalla distruzione ci può essere un nuovo inizio. Allestita anche una mostra fotografica sul «soccorso tecnico urgente», cioè il pane quotidiano dei vigili del fuoco.
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